L’AI al servizio delle Smart Cities per creare sistemi di urbanizzazione sostenibile

by Valentina Baldon on 17 maggio 2019

Secondo un recente report a cura di IDC Tracker, la spesa globale destinata alle Smart Cities salirà a 135 miliardi di dollari entro il 2021. Tali investimenti, che vedranno come oggetto diversi servizi di Artificial Intelligence, offriranno la possibilità di diffondere, a livello globale, il concetto di città intelligenti basate sull’urbanizzazione sostenibile.

Ma quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere una Smart City? A questo quesito ha risposto lo Smart Cities Council, un ente operante su scala mondiale che si occupa proprio di diffondere la cultura della smart technology attraverso la messa in atto di partnership strategiche e di valore.

Le quattro caratteristiche delle Smart Cities

L’essenza di una città che per sua concezione si può allocare all’interno del concetto di Smart, vede tre caratteristiche principali:

  • Livability: assenza totale di inquinamento e traffico con conseguente miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, risultato possibile mediante l’adozione di un’infrastruttura digitale che renderebbe i servizi delle città accessibili in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo;
  • Workability: città autonome dal punto di vista dell’energia, della connettività e dei servizi essenziali, con il fine di competere a livello globale per posti di lavoro di alta qualità;
  • Sustainability: rispetto per le generazioni future attraverso l’erogazione di servizi a basso o nullo impatto ambientale.

A queste peculiarità è possibile aggiungere anche un quarto valore: quello della Learnability. Una Smart City, per essere dichiarata tale, dovrebbe garantire un accesso equo alle diverse opportunità di apprendimento qualificato, il tutto attraverso un ecosistema coordinato che accompagna il singolo fino all’età adulta.

Il raggiungimento di questo obiettivo è possibile soltanto analizzando un’alta mole di dati in real-time. Le piattaforme IoT, spesso realizzate dagli stessi player che si occupano di installare infrastrutture smart all’interno delle città, abilitano la raccolta dei dati. Tuttavia, questi devono essere analizzati correttamente per essere trasformati in informazioni e l’uomo non può soddisfare questa necessità, a causa della scarsa tempestività per suo stesso limite naturale.

Per questo motivo, sempre più di frequente, ci si affida alla machine learning ed ai sistemi Artificial Intelligence: per poter utilizzare in tempo reale quelli che sono i dati raccolti ed attivarsi nell’immediato per migliorare l’esperienza dei cittadini che vivono all’interno del centro urbano.

Perché le Smart Cities sono in crescita?

La storia ci insegna che, da sempre, le persone abbandonano i territori agricoli per trasferirsi nelle città con il fine di accedere ad una miglior qualità della vita. Più della metà della popolazione mondiale attualmente vive in aree urbane e, entro la metà del secolo, questo dato sarà destinato a crescere fino ai due terzi. La rapida urbanizzazione, in continua crescita, ha portato verso il diffondersi di problematiche quali inquinamento, traffico e criminalità. Da queste considerazioni, in sostanza dati di fatto, nasce la domanda di Smart Cities.

Dall’altro lato, vi è già una buona offerta in risposta a tale richiesta.

I dispositivi economici a banda larga hanno collegato più della metà della popolazione mondiale e l’avvento dei social network ha perfino modificato la cosiddetta teoria dei sei gradi di separazione. Se a questo aggiungiamo la diffusione massiva di sensori, telecamere e dispositivi di condivisione dei dati, ci troviamo al punto in cui siamo oggi: nel pieno della digital transformation che sta letteralmente rivoluzionando il mondo a cui eravamo abituati fino a qualche anno fa.

Siamo nell’epoca dell’Internet of Things: lavoriamo, impariamo e giochiamo su piattaforme intelligenti ed in costante miglioramento. Ogni giorno assistiamo ad un passo in più al servizio del cittadino e, di fatto, esistono già gli strumenti per rendere le nostre città più smart.

L’AI per le Smart Cities: come l’intelligenza artificiale può aiutare le nostre città

Allo stato attuale, già in alcuni Paesi del mondo viene utilizzata l’AI per rendere più agevoli molteplici servizi dedicati ai cittadini. Per esempio, nel settore sanitario viene utilizzata a fini diagnostici e per migliorare il sistema pubblico; nei trasporti viene sfruttata per il controllo del traffico in tempo reale; nel settore della pubblica sicurezza sono già numerosi i dispositivi che supportano il riconoscimento facciale e, infine, nella produzione è utile nel product lifecycle management.

Grazie all’evoluzione dell’AI, in futuro sarà possibile fare molto di più per le nostre città, avvicinandole ancor di più al concetto di Smart Cities. Per esempio, abbinando l’utilizzo di sensori adeguati all’intelligenza artificiale, sarà possibile un controllo intelligente della temperatura interna degli stabili per migliorare l’erogazione dei servizi di condizionamento e riscaldamento, con il fine di ridurre l’emissione di sostanze inquinanti e le spese per i cittadini. Un notevole vantaggio per i singoli ma anche per l’intera comunità.

Ancora, sensori adeguati utilizzati in sinergia con la geolocalizzazione, possono portare ad individuare in maniera semplice e veloce i parcheggi liberi in zona, con un risparmio di tempo notevole ed una miglior esperienza di utilizzo. Ancora, l’AI può essere utilizzata per il monitoraggio di edifici ed infrastrutture, con il fine di identificare pattern potenzialmente pericolosi e da lanciare allarmi tempestivi in caso di problemi.

Questi sono solo alcuni esempi per i quali l’AI può e potrà essere utilizzata per i cittadini, ma non sono certo le uniche modalità.

Intanto, è di recente diffusione la notizia che vede come protagonista la Cina. Il governo cinese ha da poco stretto un accordo con la Fondazione MXC per implementare lo SmartTo IoT Standard MXC, MXProtocol, su Shangai. Inoltre, lo scorso anno è stata annunciata una partnership con lo studio di sviluppo Ethereum ConsenSys per la diffusione di iniziative blockchain all’interno della Xiongan New Area.

Come ha detto una volta Alan Kay: “Il miglior modo per predire il futuro è inventarlo” e in questo, ad oggi, stiamo facendo enormi passi avanti.

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