Digital Transformation Manager: chi è e cosa fa

by Lino Castrovilli on 31 maggio 2019

La trasformazione digitale spaventa le Piccole e Medie imprese italiane. Secondo il Digital Economy and Society Index l’Italia è fra le ultime in Europa – venticinquesima su 28 – per livello di Digital transformation (DX). Avvertiamo ancora oggi la coda lunga del Digital Divide: la carenza di competenze digitali rallenta i processi di informatizzazione delle imprese, castrando così sul nascere le loro aspettative di crescita sul mercato. Un po’ come se Internet e i suoi colossi avessero apparecchiato una tavola con portate appetitose ma le nostre aziende, un po’ diffidenti, decidessero di assaggiarne solo un boccone.

Leggi anche Digital Transformation: a che punto siamo in Italia?

Chi è il Digital Transformation Manager: il medico digitale

Se le aziende italiane sono ammalate di Digital Divide, ecco che il Digital Transformation Manager può essere il medico in grado di curarle e rimetterle in forma. Il Digital Transformation Manager è un esperto in grado di accompagnare le imprese nella rivoluzione digitale in atto. Sarebbe però banale ridurre l’apporto del Digital Transformation Manager alla semplice acquisizione di hardware – tablet, smartphone – e software per migliorare i processi organizzativi. Il vero compito di un Digital Transformation Manager è infatti mutare la cultura d’impresa, allinearla ai processi favoriti dal digitale e quindi affiancarla nella scelta e nell’uso consapevole delle tecnologie.

E se un bravo medico non si limita a prescrivere medicine ma si preoccupa che i suoi pazienti stiano bene, così il Digital Transformation Manager si assicura che le imprese raggiungano un ottimo stato di benessere digitale che pervada tutti gli ambiti aziendali, dalla fase decisionale al contatto con i clienti.

Cosa fa il Digital Transformation Manager: la terapia digitale

Ascolto, dati, prognosi e cura, quindi test, allenamento e prevenzione. Il Digital Transformation Manager studia in maniera analitica lo stato digitale dell’azienda, tocca con mano quei processi che più di tutti necessitano di profondi accorgimenti per essere oliati e perfezionati, quindi assiste le persone nel diventare a loro volta protagonisti dello stesso cambiamento in atto.

Per questo motivo il Digital Transformation Manager deve ottenere piena fiducia e ampio margine di manovra da parte dei decisori aziendali. Condizione fondamentale per concretizzare un cambiamento possibile è coinvolgere sin dalle prime battute l’intero ecosistema aziendale: dipendenti, clienti, stakeholder e, soprattutto, dirigenti e proprietari.

Il Digital Transformation Manager ascolta: l’anamnesi

Per iniziare, il Digital Transformation Manager sonda i comparti aziendali alla ricerca di problemi, esigenze e necessità. Cerca in particolare deficit di natura meccanica, ovvero quei processi ripetitivi che possono essere snelliti dalla tecnologia, o più spiccatamente strategici. La domanda che un Digital Transformation Manager dovrebbe porsi è: esistono fonti di dati che se raccolti e analizzati possono migliorare i processi, favorire le previsioni e avvicinare gli obiettivi aziendali?

La trasformazione digitale passa dalle persone. Il Digital Transformation Manager setaccia anche le eventuali resistenze – formative e culturali – all’interno dell’azienda. Cerca di comprendere il livello di alfabetizzazione digitale delle persone coinvolte, per poter agire anche su di esse.

Non ultimo, il Digital Transformation Manager censisce lo stato delle tecnologie esistenti all’interno dell’azienda per valutarne l’obsolescenza o, magari, il loro uso non ottimale. In questo modo il Digital Transformation Manager ha un’idea di cosa c’è da migliorare e di cosa invece è più opportuno implementare da zero.

Il Digital Transformation Manager analizza: i dati

Sulle base di quanto raccolto, il Digital Transformation Manager traccia gli obiettivi del percorso di digitalizzazione e stima il suo impatto sulle performance aziendali. Deve per tanto dare un valore – numerico ed economico – a quanto emerso in fase conoscitiva, quindi progettare la trasformazione in direzione degli obiettivi prefissati.

La cura del dato come elemento necessario per la definizione di una strategia di trasformazione è un passaggio cruciale: la possibilità di disporre, grazie al digitale, di informazioni predittive su cui basare analisi di contesto e azioni migliorative è uno dei vantaggi più concreti da portare all’attenzione delle aziende.

Il Digital Transformation Manager prescrive: la ricetta

Dopo l’ascolto e l’analisi si passa all’azione. In questa fase il Digital Transformation Manager mette in campo tutti gli accorgimenti per migliorare i processi aziendali – interni ed esterni – tramite le tecnologie.

La vision del processo deve riguardare l’azienda nel suo insieme, senza limitarsi ad ambiti isolati o settori particolari. Guai a considerare la trasformazione digitale come un banale rattoppo di piccole o periferiche situazioni problematiche. Un esempio? Un’azienda che potenzia la customer experience senza curare allo stesso modo la gestione del magazzino rischia di veder vanificati tutti gli sforzi compiuti semplicemente a causa di uno sbilanciamento delle risorse messe in gioco.

Le implementazioni devono:

  • Automatizzare i processi ripetitivi, con benefici in termini di velocità, efficienza e riduzione dell’errore.
  • Informatizzare, quindi supportare i processi con nuovi sistemi di intelligenza artificiale.
  • Dematerializzare, grazie al Cloud Computing, per rendere sostenibili i processi e favorire la condivisione fra le persone.
  • Virtualizzare, ovvero spostare in un unico cruscotto centralizzato le varie risorse fisiche presenti nell’azienda.
  • Spostarsi sul Mobile, per potenziare la produttività con l’ausilio di tecnologie più flessibili e vicine alle persone.

 

La scelta delle tecnologie dev’essere mirata, libera da interessi e condizionamenti, nonché slegata da fattori di convenienza puramente economica. L’ingresso in azienda di partner tecnologici deve piuttosto considerare la capacità del fornitore di garantire un’efficace assistenza tecnica, fondamentale soprattutto in fase di startup.

Il Digital Transformation Manager allena: la formazione

La Digital Transformation mette spesso in imbarazzo chi non ha ancora acquisito sufficienti competenze digitali: invece, andrebbe vista come un’opportunità. In questo senso la formazione del personale è fra le leve più importanti per innescare una trasformazione vantaggiosa per tutti, azienda e dipendenti.

Il Digital Transformation Manager, l’abbiamo già detto, non si limita a suggerire soluzioni hardware e software in base alle esigenze riscontrate sul campo. Deve intervenire sulla cultura d’impresa e lenire i possibili attriti fra la visione che l’azienda ha del proprio futuro e i timori delle persone. Il senso di inefficacia, un generale senso di sfiducia o l’ansia di perdere il lavoro se non sufficientemente pronti ad adottare nuovi strumenti operativi possono pregiudicare le performance della trasformazione digitale.

In sostanza, il compito più delicato del Digital Transformation Manager è favorire la predisposizione positiva delle persone verso le nuove tecnologie, non schiavizzanti ma utile supporto nelle decisioni e nelle azioni quotidiane. L’unico modo per trasformare il digitale da nemico in alleato è accrescere, con la formazione costante, il livello di padronanza e confidenza. Una fiducia generalizzata che non potrà che riverberarsi positivamente sull’intero ecosistema aziendale.

Leave a Comment

Previous post:

Next post: