Tizen mostra i muscoli

by Giuseppe Lanzi on 18 maggio 2012

Arriva il terzo incomodo, ecco cosa dicevamo in febbraio parlando di Windows Phone e di come potrebbe rappresentare una fetta di mercato consistente nel prossimo futuro, un mercato da contendersi con iOS e Android.

Beh, in verità i contendenti potrebbero diventare quattro.

Infatti vi segnalo il video della presentazione avvenuta nell’ultima Tizen Developer Conference, che dimostra le notevoli capacità del sistema operativo open source Tizen, montato su un Galaxy S II HD per l’occasione.

Le prestazioni grafiche delle applicazioni HTML5 sono davvero degne di nota, ma non è finita qui. La particolarità più interessante di questo ambiente è che permette di sviluppare applicazioni direttamente in HTML5, javascript e CSS. Senza l’uso di native code.

Una caratteristica che potrebbe richiamare un bel po’ di sviluppatori, non trovate?

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Siamo appena tornati dal nostro viaggio in Romania, organizzato con l’obiettivo di conoscere il più possibile il mercato delle software house locali e per capire come distribuire Instant Developer in quella nazione.

Grazie all’apporto dei professionisti di Co.Export, la nostra agenzia di aiuto all’internazionalizzazione, siamo riusciti ad incontrare e conoscere i titolari di dodici software house e distributori di software, sia a Bucarest che nei dintorni. Con una media di tre demo al giorno, abbiamo scoperto che in Romania la pausa pranzo è opzionale :) .

Essendo stati accompagnati dal personale locale di Co.Export, abbiamo anche avuto modo di conoscere dall’interno la storia e la mentalità di questo popolo, che è diversa dalla nostra e che è molto importante conoscere per capire come meglio muoversi.

È una società in rapida modernizzazione, ma in cui sono ancora evidenti i segni delle crisi avvenute fino all’inizio degli anni 90, poco più di venti anni fa. L’immagine in testa all’articolo è emblematica: un palazzo perfettamente ristrutturato e lussuoso convive a pochi metri con un “block” diroccato, ma abitato. Questo contrasto non è presente solo a livello urbanistico, ma anche in tutti gli aspetti della vita delle persone, compreso il modo di fare business.

Parlando del mercato del software, la maggior parte delle aziende sono giovani, e hanno una forte propensione all’apertura e alla collaborazione con l’estero. Ma mentre qualche anno fa l’outsourcing era preponderante, oggi il mercato interno sta diventando sempre più importante.

La cultura informatica è piuttosto elevata: i regimi appena passati avevano puntato molto sulla cultura ingegneristica  e avevano sviluppato le università in questo senso: 20 anni fa, il 75% dei laureati rumeni erano ingegneri. Ecco perché la cultura informatica è piuttosto alta e il governo è stato in grado di attirare investimenti esteri valorizzandola.

Dal nostro punto di vista è stato un viaggio pieno di spunti interessanti e di contatti da sviluppare. Instant Developer è stato molto apprezzato per le sue caratteristiche innovative, che permettono di sviluppare velocemente tutti i tipi di applicazioni e di superare la frammentazione fra le tecnologie. Per chi fa outsourcing di progetto, non solo body rental, questo è molto importante perché riduce i costi e aumenta le potenzialità.

Credo infine che la Romania sia un buon punto di partenza per chi ha interesse ad andare oltre i confini nazionali e abbia voglia di collaborare con un mercato in espansione e aperto alle novità. Se avete voglia di provarci e vi interessa confrontarvi con noi, sono a vostra disposizione.

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Dopo l’estate arriverà Windows 8, il prossimo passo di bigM che promette di portare una maggiore semplificazione per quanto riguarda lo sviluppo di applicazioni per desktop e mobile, in quanto sistema operativo unico per entrambi i mondi.

Purtroppo arrivano anche i primi rumors. Proprio in questi giorni mi sono imbattuto nelle perplessità di un CEO di Intel, che sostiene che Windows 8 RT per architettura ARM non sarà compatibile con le vecchie applicazioni.

Per chi non lo sapesse, i processori ARM sono quelli impiegati nella maggior parte dei dispositivi mobili. Diciamo tutti tranne i pochi che montano Intel.

Insomma, i tablet con chip Intel garantiranno la compatibilità con le vecchie applicazioni, mentre quelli con chip ARM no.

Un motivo in più per provare lo sviluppo mobile su Instant Developer che, grazie alle applicazioni integrate, nel 2013 permetterà di portare su Windows 8 le app mobile scritte oggi per iOS.

E non bisogna nemmeno ristudiare tutto da capo ogni volta :)

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Mi è capitato di leggere un articolo interessante: iPad in ufficio, ma a cosa servono realmente? che vi consiglio di leggere con attenzione.

L’articolista riassume una breve indagine sull’utilizzo che viene fatto dei PC e dei tablet osservando che: “gli utenti preferiscono svolgere la maggior parte del loro lavoro sul proprio pc, dove possono fruire, condividere e creare contenuti. Ma riconoscono anche che in certe circostanze, in certi luoghi, o se fuori ufficio, allora preferiscono usare un dispositivo come un tablet, dove possono fruire e condividere contenuti, ma non crearne”.

Questo potrebbe essere dovuto al fatto che le app di business non ci sono o non sono adeguate alle esigenze degli utenti, diventa ancora più importante chiedersi: come facciamo a creare business app realmente utili?

Una prima risposta l’ho trovata sempre nello stesso articolo: “la vera opportunità è quella di creare applicazioni business che funzionano meglio su tablet che su altre piattaforme”.

Non basta quindi riscrivere i software che usiamo su PC per i tablet, ma per avere successo dobbiamo essere in grado di scrivere app che sfruttino i punti di forza unici di questi dispositivi: portabilità, facilità d’uso, lunga durata della batteria, schermi relativamente grandi e la possibilità di poter funzionare anche senza collegamenti a internet.

D’altronde sono proprio queste le caratteristiche alla base del successo di vendita di tablet e smartphone, nonostante come notava l’articolista non siano ancora così “adatti” all’uso in ufficio.

Proprio per questo io credo che le soluzioni basate su sistemi di virtualizzazione o stile terminal server debbano essere considerate solo come soluzioni tampone. E la stessa cosa vale per le applicazioni web rese “compatibili” con i browser mobile.

Sviluppare applicazioni partendo dai punti di forza dei tablet è sicuramente più difficile, ma le enormi opportunità di questo mercato rendono la sfida decisamente interessante.

Per me vale la pena provarci, voi cosa dite?

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