Un anno senza internet

by Andrea Maioli on 11 giugno 2013

Non so voi, ma io sto assistendo al moltiplicarsi di dispositivi connessi ad internet di cui piano piano ci dotiamo noi stessi, i nostri colleghi e i nostri familiari. A casa mia ho addirittura dovuto installare una doppia rete Wi-Fi perché solo una non era sufficiente!

A volte ripenso ai tempi in cui non si era sempre online, sempre disponibili al cellulare, in cui ci si incontrava di persona e non in chat, in cui la parola “amico” era legata ad un’esperienza fisica e non ad un sito web. A volte mi chiedo come sarebbe la mia vita in quelle condizioni, magari rimpiangendo un po’ quei tempi.

Lo stesso pensiero è venuto a Paul Miller, uno scrittore professionista americano che pubblica su The Verge, famoso technology news e media network di New York. E siccome ai nostri amici americani piace sperimentare, ha provato sulla sua pelle a stare un anno senza internet, dopo averne passati quattordici continuamente online.

Poco più di un mese fa Paul Miller è tornato online e ha pubblicato il racconto della sua esperienza in questo articolo, che a me pare molto interessante perché esprime un giudizio molto onesto, a partire dalla prima frase: I was wrong (mi sono sbagliato). Le conclusioni a cui arriva Paul sono le seguenti:

  • Per quanto riguarda le questioni pratiche (ad es. comprare il prodotto migliore o meno costoso, trovare la strada sulle mappe, ecc.) Internet aiuta, ma si può fare anche senza.
  • Non è Internet che ci rende pigri, incapaci di relazionarci, svogliati nel concentrarci, è qualcosa che è dentro di noi anche quando siamo “offline”.
  • Internet non è qualcosa che facciamo da soli, ma che facciamo con gli altri. Internet è dove sono le persone.

È il terzo punto il più importante, perché senza Internet Paul si è sentito isolato, fuori dal suo mondo e dalla sua vita reale.

E questo è l’argomento che convince di più anche me: una volta si era soliti incontrarci di sera passeggiando in piazza, o nella fattoria dei vicini; oggi facciamo un hangout con Google+. I modi sono cambiati, ma i nostri bisogni sono sempre gli stessi.

E voi, comprerete i Google Glasses appena disponibili o preferireste tagliare il vostro cavo di rete?

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1 Sandro 11 giugno 2013 alle 14:03

La prima che hai detto.
Ricordo bene i tempi senza internet, sono di quella generazione. La cosa che mi rammarica è che le nuove generazioni, essendo nati in questa era tecnologica, non sapranno farne a meno. E se un giorno cadrà un albero sul cavo in fibra ottica che li mantiene connessi andranno nel panico.

2 giovanni poidomani 11 giugno 2013 alle 14:16

come TUTTI comprerò i Google Glasses, chi dice che non lo farà prima o poi diventerà un bugiardo :-)

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