The end of web sites

by Andrea Maioli on 18 maggio 2010

Questo interessante video di Alessio Jacona descrive in pochi minuti uno scenario difficile da accettare: entro cinque anni i siti web aziendali potrebbero sparire dal web, in favore dei sistemi di comunicazione real time via Internet: i cosiddetti “social networks”.

Il video è solo un piccolo esempio del grande cambiamento che sta avvenendo attorno a Internet, cambiamento che chi usa la rete per lavoro dovrebbe conoscere, apprezzare e saperne cogliere le opportunità. Invece avviene che questo fenomeno viene snobbato come roba da ragazzini: guardate il video e la reazione di rigetto che probabilmente avrete sarà la misura della verità di questo giudizio.

Eppure negli USA stiamo assistendo a qualcosa che potrei definire una nuova “corsa all’oro”. Sottoscrivete il feed di TechCrunch e vedrete che ogni giorno viene annunciata la creazione di nuove start-up che si occupano di creare le infrastrutture dei nuovi servizi sociali, con milioni e milioni di dollari investiti dai venture capitalist. Le quotazioni sono quasi da non credere, ad esempio l’azienda che ha creato Farmville nel 2007 ora è quotata da 3 a 15 miliardi di dollari. Roba da ragazzini?

Anche in Italia qualcosa si sta muovendo: qualche settimana fa, Giuseppe Lanzi ha scritto su Twitter che la sua automobile era in panne e dopo pochi minuti un’officina si è offerta di aiutarlo; dopo qualche ora anche un’officina autorizzata Peugeot lo ha contattato per sapere se aveva ancora bisogno. Quindi, se è vero che i ragazzini hanno per primi utilizzato i social network, anche da noi questi stanno entrando nelle dinamiche aziendali. Perché non essere fra i primi ad offrire prodotti e consulenza al riguardo?

Spero di essere riuscito ad incuriosirvi al punto da volerne sapere di più. Anche noi lo siamo e abbiamo deciso due differenti azioni:

1)      Per prima cosa occorre conoscerli, e per conoscerli occorre usarli. Noi utilizziamo Facebook, Twitter, LinkedIn e FriendFeed. Vi invito quindi ad iscrivervi ad uno o più dei seguenti servizi e, per cominciare, a collegarvi con me cliccando sui link precedenti. Intanto che ci siete potete diventare anche fan di In.de su Facebook.

2)      Nel corso del 2010 realizzeremo alcuni componenti per collegare le applicazioni create con In.de con i social network più importanti. Il componente Twitter è il primo della lista, ma ci interessano anche Facebook e FriendFeed. Tramite questi componenti potremo anche far interagire i network fra loro. A voi rimane come compito quello di immaginare come usarli e, se volete, inviare commenti qui sotto per condividere idee al riguardo.

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1 Teo 3 giugno 2010 alle 09:17

Sono molto d’accordo cone la tua visione.
Tutti questi segnali che provengono dal nuovo continente, mettono in forte discussione il modo con cui tutti noi viviamo la presenza sul web.
Se fino a ieri era “obbligatorio” stare nel web e, quindi, pur di esserci andava bene anche il sito realizzato dall’amico smanettone, oggi non è più così.

Al proliferare di milioni di pagine “inutili” e non aggiornate su ristoranti, negozi di scarpe o macellerie, si è di fatto sostituita la “presenza” sui social network. In sostanza, molto di più di una pagina da cercare su google.

Nel social network si formano relazioni, si trovano vecchi amici, si pubblicano i propri gusti personali e si impara a conoscere quelli degli altri.

Ve ne siete accorti? Ho appena parlato di alcuni importanti fondamenti del marketing.

Anche io sono presente su Facebook.
Non l’ho mai usato molto, ma solo perché non ne avevo mai capito l’utilità.
Fino a quando non ho visitato le pagine di una cara e visionaria amica che gestisce un negozio di abbigliamento.
Paola, su Facebook, pubblica la nuova collezione, scatta e carica le foto di tutti i vestiti e, con un piccolo messaggio, arriva istantaneamente ai migliaia di amici che la seguono.

Lei mi ha insegnato come usare la rete. Lei ha capito la vera utilità del social network.
Probabilmente io le avrei fatto il solito inutile sito.
Ma se avesse avuto un sito web con la pubblicità dei nuovi arrivi dell’estate, credete che avrebbe avuto lo stesso successo?

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