Tecnologie autoesplicative

by Andrea Maioli on 5 ottobre 2010

Proprio ieri sera ho letto un articolo su ZDNet a proposito di self-evident-computing. L’argomento è molto attuale  e così ve lo ripropongo.

La tesi dell’autore è simile a quanto avevo scritto qualche mese fa dopo essere stato quasi fulminato, e non solo in senso metaforico, da una intuizione:  oggi le applicazioni vincenti sono quelle che permettono un’esperienza utente semplice, quasi immediata.

L’articolo mette bene in luce le differenze di approccio progettuale fra un “vecchio” modo di concepire le applicazioni, cariche di funzionalità spesso sconosciute e quindi inutili alla maggior parte degli utenti, e un nuovo modo ispirato dalla filosofia KISS, dove less is more e si rinuncia ad aggiungere opzioni avanzate a vantaggio della semplicità di utilizzo.

L’argomento non è banale, come risulta anche dal polverone di commenti che l’articolo ha suscitato. L’obiezione più comune è che è facile creare un’interfaccia semplice quando il compito che essa deve svolgere è poco complicato, ma rendere semplice un programma come Word è tutt’altro… che semplice.

Ho pensato anche ad alcuni che sviluppano applicazioni gestionali, per i quali l’andare nel web vuol dire solo mettere l’applicazione nel browser, non cogliendo un cambiamento in atto, quasi una rivoluzione degli utenti finali, che dopo essere stati vessati per anni da applicazioni complicate, incomprensibili e non amichevoli, ora le vogliono semplici e scelgono in massa il modello applicativo dell’iPhone, da cui tutti gli altri stanno copiando.

Concludo come nell’articolo citato: non accade dal giorno alla notte, è un processo che potrebbe durare anni, ma è inarrestabile.

Avete già pensato come sfruttarlo a vostro favore? Parliamone.

Picture: CUEVA2008

{ 1 comment… read it below or add one }

1 Carlandrea Quaglia 9 ottobre 2010 alle 10:42

E’ esattamente quello che penso da anni. Semplicità deve essere la parola d’ordine del software di domani, ed INDE è lo strumento giusto per andare in questa direzione. La versione 9.5 ci aiuta a iniziare questo cammino, ma, secondo me, necessita ancora di alcune accelerazioni lato Web Services, quale, ad esempio, la possibilità di tenere vivo un WS fintanto che esso è istanziato, in modo da poter sfruttare potenzialità di caching. Il concetto di state-less, a mio avviso, deve evolvere in una direzione di maggior efficacia.
Le interazioni fra Server Session e WS potrebbero aprire delle interessantissime prospettive.

Leave a Comment

Previous post:

Next post: