Non scordiamoci il backup

by Davide Arrivabene on 3 giugno 2014

Qualche tempo fa Giuseppe ha scritto un interessante post su come implementare un server di backup, effettuando backup e restore di database di produzione al fine di ridurre al minimo gli eventuali disservizi dovuti a server temporaneamente down o altri eventi eccezionali.

Ma, come dicevate anche nei commenti a quel post, non c’è solo questa esigenza. Tutti i documenti aziendali e i file di lavoro sono digitali e possono essere oggetto di alterazioni involontarie, danneggiamenti o cancellazioni che non permetteranno più il recupero dei dati. Usare un semplice hard disk di rete o usb su cui salvare tutti i file importanti è una soluzione piuttosto comune, ma non è certo quella ottimale. Ci sono due grandi punti deboli: è troppo facile che si rompa il disco con conseguente perdita definitiva dei dati o dimenticarsi di fare il backup.

Oggi scrivo per completare il discorso cominciato da Giuseppe, raccontandovi la soluzione che abbiamo deciso di adottare in Pro Gamma: usare un NAS di fascia business unito ad un account S3 su Amazon Web Services.

Il problema dell’hardware failure è il più semplice da risolvere, basta usare due dischi in RAID1 per ridurre quasi a zero questo rischio. Le operazioni di backup, invece, presentano diversi aspetti: devono essere disponibili per tutti i sistemi operativi aziendali e devono essere completamente trasparenti per l’utente. Un disco RAID1 non serve quasi a nulla senza un software adeguato, questa è la grande differenza tra i NAS di fascia consumer e quelli di fascia business: con il software giusto il backup viene eseguito automaticamente, trasferendo solo i dati cambiati dall’ultima volta e mantenendone diverse versioni, senza che l’utente debba ricordarsi di nulla.

Ma per essere ancora più sicuri ed evitare danni in caso di eventi straordinari (come un incendio o un furto), si può fare ancora di meglio: noi abbiamo scelto di fare il backup del backup configurando il nostro NAS per salvare il proprio contenuto su un disco S3 di AWS.

La soluzione è relativamente semplice e i vantaggi sono evidenti: l’automatismo toglie l’errore umano di dimenticanza, l’hardware mette al riparo da guasti ordinari e il cloud da quelli straordinari. Uno degli investimenti migliori che possiamo consigliarvi.

Se ancora non ne avete uno, siete pronti a cercare un NAS di questo tipo?
Se volete un consiglio, sono a disposizione :)

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1 Luciano Carli 17 giugno 2014 alle 20:53

Nella mia carriera ho dovuto affrontare il ripristino dei sistemi e dei dati fortunatamente mai di fronte a un disastro. Disastro inteso come serie di gravi eventi esterni oppure per imprudenza o carenza dell’organizzazione dell’area IT.
La soluzione di backup adottata in azienda normalmente è ben conosciuta in quanto si basa su dei software specifici che sono in grado di gestire progetti di backup quotidiani e periodici con buona qualità e facilità.
La soluzione, di solito, prevede un server dedicato e una libreria di nastri o cassette.
La gestione della rotazione dei nastri tra la libreria e la cassaforte ignifuga e almeno un altro sito esterno all’azienda non è uno scherzo e questo complica ulteriormente il problema essendo una attività che richiede la presenza anche di più persone in diversi tempi diversi e luoghi differenti.

Quindi anche il concetto di disponibilità è importante; tempo fa si dormiva tra due guanciali sapendo di avere una copia dei nastri di salvataggio in una cassetta di sicurezza presso qualche istituto bancario.
La prima volta che avevi bisogno dei nastri di sera tardi oppure di sabato e domenica ti accorgevi che la soluzione non era adeguata alle necessità del ripristino il quale, di solito, non fa 8-12 13.30-17.30 e solo nei giorni lavorativi!

Molti hanno documentato le procedure di ripristino con manuali estremamente dettagliati e quindi messi in produzione dopo un lunghissimo tempo di redazione; questo può anche significare che potrebbero essere disallineati rispetto alla dinamicità richiesta all’infrastruttura IT dai processi aziendali.
In ogni caso il manuale di ripristino preso in carico da una persona diversa dal suo redattore, risulta quasi sempre inefficace anche per l’uso di un lessico aziendale troppo personalizzato.

Il ripristino richiede inoltre che si operi prima sulla riattivazione dei server e poi si passi al recupero dei dati.
Questo implica una buona documentazione dello stato dei server con il massimo dettaglio delle applicazioni installate, dei dati gestiti e della organizzazione dei dischi (RAID 1, 5, 10 ecc.) Si comincia sempre a documentare la situazione server per server ma poi chi riesce a tenerla aggiornata?

Ci sono programmi che offrono straordinari sistemi di gestione automatica dei server e fantastiche prestazioni nelle operazioni di salvataggio; in realtà essi aumentano la complessità della struttura IT e questo è un ulteriore ostacolo alla necessità di immediatezza delle procedure di ripristino.

Le raccomandazioni di Giuseppe e Davide sono da tenere in considerazione soprattutto perché suggeriscono un sistema protezione semplice da impostare, facile da implementare e quindi rapido da ricostruire.
Il vecchio concetto di “Disaster Recovery” va ripensato in una forma più adeguata per arrivare alla “Business Continuity”. Prepararsi a come dare continuità al servizio IT è anche meno tragico che pensare a cosa fare in caso di disastro.

Se ci pensate un attimo , in realtà avete bisogno di uno schedulatore, di un programma di copia rapida e di adeguato spazio su disco.Provate ROBOCOPY è una scheggia!

D’accordo per il NAS meno per il Cloud finché non ci saranno maggiori garanzie sulla efficienza delle linee di comunicazione (rispetto ai costi da sostenere per averle) e sulla disponibilità 24/24 dei server del Nuvolaio.
Inoltre, alle aziende che storcono il naso quando si tratta di mettere i dati su strutture esterne deve essere garantita la certezza di una privacy che, al momento sembra una chimera.

Essendo ormai un VIP (Vecchio In Pensione) ringrazio i ragazzi di Pro Gamma che mi danno periodicamente la possibilità si seguire alcune interessanti argomentazioni relative al mondo IT.

Luciano Carli

2 Giuseppe Lanzi 23 giugno 2014 alle 14:06

Grazie a te Luciano, è un piacere sapere di avere lettori affezionati :)

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