No, il manuale non deve servire

by Andrea Maioli on 5 marzo 2010

chirurgo

Faccio riferimento al recente post di Giovanni sulla tecnologia semplice, in cui si citava la non necessità di leggere il manuale utente come requisito di qualunque applicazione software gestionale moderna, per raccontare una vicenda personale, un po’ surreale ma realmente accaduta, in cui ho capito definitivamente che deve essere così.

Qualche mese fa sono stato sottoposto ad un piccolo intervento chirurgico in anestesia locale. In pratica mi sono trovato in una sala operatoria proprio come quella del dottor House, pieno di elettrodi e legato come un salame, ma sveglio e cosciente. Non vi nego una certa apprensione.

Mentre il chirurgo si apprestava ad iniziare l’intervento è arrivato il temuto contrattempo (ma perché proprio a me?). Questo è un resoconto fedele dei dialoghi fra chirurgo ed infermiera.

Chirurgo: “Ma questo non è il nostro bisturi elettrico, che fine ha fatto?”

Infermiera: “Dottore si è rotto e abbiamo preso in prestito quello di un altro reparto”

Chirurgo: “Ma il nostro aveva due pedali, questo solo uno. Come funzionerà?”

Infermiera: “Dottore basta girare la manopola F sul valore 3 e usare il pedale come nel nostro bisturi”

Chirurgo: “Ma lei come fa a saperlo?”

Infermiera: “Sa dottore, sono gli appunti che ci passiamo fra noi infermiere”

Dopo questo fatto ho giurato che non avrei più scritto una sola riga di codice che non servisse per semplificare e rendere più naturale il funzionamento delle applicazioni di cui mi occupo. E ce n’è bisogno anche nel caso di un “semplice” bisturi elettrico.

Picture: SarahMcD

{ 4 comments… read them below or add one }

1 Riccardo Bianco 5 marzo 2010 alle 16:35

=)

Capisco il punto di vista e concordo, ma ho qualche dubbio sull’applicabilità “in qualunque caso” di questo obbiettivo, penso possa essere (in alcuni casi) un’arma a doppio taglio (mi sto ripetendo, scusate).

2 Andrea Maioli 5 marzo 2010 alle 16:53

@riccardo: anche per me è un ragionamento “di tendenza”, non volevo essere assolutistico; però la semplicità e l’attenzione all’utente mi sembrano preoccupazioni troppo assenti nei software odierni e nei pensieri di chi li progetta.

3 Riccardo Bianco 5 marzo 2010 alle 17:41

Già, forse alla Apple hanno una figura professionale a noi sconosciuta, il designer di interfacce, che non è il programmatore…

4 Alberto Senni 6 marzo 2010 alle 11:23

Per la mia esperienza il manuale utente di una applicazione sw è spesso un add on che “occorre” fornire, direi che è quasi un’usanza, se inteso nel modo classico e succede spesso che la curiosità di usare subito un programma che interssa/serve è più grande della voglia di leggere un manuale spesso brutto, poco chiaro ed organizzato male…… se poi li vai a consultare dopo aver usato il sw perchè vuoi approfondire una particolare funzionalità scopri che non c’è nulla perchè per approfondire tutte le possibili funzionalità occorrerebbe scrivere un ‘enciclopedia.
Sono d’accordo con Andrea (Maio) occore fare applicazioni la cui interfaccia sia ben organizzata, sia vicino all’utente, che usi termini ai lui noti, che dica, ove serve con piccole note, a cosa serve quella cosa, ed eventualmente documentare dei percorsi. Per far questo, seconodo me, occorre uno strumento di sviluppo che ti permetta di automatizzare un problema ad un livello più elevato e cioè senza preccuparti tanto di eventuali probelmi tencologici (db, linguaggio etc etc) concentrandoti sul modo migliore di risolvere la cosa pensando a come l’utente finale gestisce e/o vorrebbe vedere le cose anche rifancendole e riadattando senza perderci più di tanto tempo.

Leave a Comment

Previous post:

Next post: