Il genio, il rullo compressore e il negoziatore

by Giuseppe Lanzi on 19 gennaio 2010

La squadra
Venivo da un paio di esperienze lavorative da collaboratore e da 3 anni come imprenditore di un’aziendina messa in piedi con due amici dell’università, quando Vittorio mi ha detto “c’è un mio amico che fa una cosa interessante, si chiama Andrea Maioli. Perché non lo chiami?”
In effetti l’ho fatto, ed ora gioco in una squadra curiosamente interessante.
Andrea Maioli è il tipo geniale.
Ha il che del genio dei film, quello che sta affrontando un problema con il fumo che gli esce dalle orecchie oppure che sta semplicemente facendo il suo lavoro quando ad un tratto: eureka! Ti spunta con una trovata che pensi “ma dov’è che le prendi? eh?”. E come i classici tipi dei film è bravo nel guidare gli altri. Mi sono sempre stupito di come Andrea si fidi di noi, fino a mettere in secondo piano la sua opinione rispetto alla nostra. Si fida e ci responsabilizza. Al di là delle intuizioni il suo merito più rilevante è la squadra stessa, perché se c’è un gruppo di persone che guida Pro Gamma il merito è fondamentalmente suo. E’ la sua capacità di gestione degli altri e di sé che gli invidio davvero, più ancora che l’abilità come informatico.
Luca Baldini è il tipo schiacciasassi.
Immaginatevi una schiacciasassi a vapore, e immaginatevi una sterrata in cui ogni sassolino è un problema da risolvere o una soluzione da implementare (che poi è la stessa cosa, se ci pensate bene). In questa visione io sono lo stradino che va dalla schiacciasassi e gli dice “ci sono questi sassolini che richiedono la tua attenzione, potresti occupartene?”. Allora la grande macchina si mette in moto (sbuffando!) e si prepara alla mole di sassolini da appiattire. Poi parte, e come un Landini testa calda 12.200 cc procede a velocità costante finché dietro di lei non c’è altro che una bella strada piatta. Ha un approccio scientifico e metodico che riesce a ridurre i problemi ad una dimensione sempre affrontabile. Mi piacerebbe avere questo rigore, ma ognuno ha il suo ruolo e le sue doti, e qualche volta è un bene che i clienti non abbiano a che fare con la schiacciasassi.
Giovanni Foschini è il tipo eloquente.
Dal dizionario etimologico “Che esprime con chiarezza ed efficacia i concetti dell’animo; che parla in modo da dilettare e commuovere”. Dovunque vada appare a suo agio. Capisce subito dove andare, come parlare e con chi, ma soprattutto cosa dire e come. Uno di quelli che quando gli passi la telefonata del cliente arrabbiato ci parla per un po’, e alla fine quando mette giù si ritrova con le scuse per il disturbo e i complimenti per il prodotto. Capacità alquanto invidiabile e alquanto scomoda se sei un suo collega e non lui: dirgli di no è praticamente impossibile.
Questa è la mia squadra, la squadra in cui gioco quotidianamente. Una di quelle squadre nelle quali se non ti metti in gioco di persona non rendi bene, e in cui il rapporto tra i giocatori li fa crescere tutti, insieme.

Nella primavera del 2004 venivo da un paio di esperienze lavorative da collaboratore e da tre anni come imprenditore di un’azienda messa in piedi con due amici dell’università, quando Vittorio mi ha detto “c’è un mio amico che fa una cosa interessante, si chiama Andrea Maioli. Perché non lo chiami?”

In effetti l’ho fatto, ed ora gioco in una squadra curiosamente interessante.

Andrea Maioli è il tipo geniale.
Ha il che del genio dei film, quello che sta affrontando un problema con il fumo che gli esce dalle orecchie oppure che sta semplicemente facendo il suo lavoro quando ad un tratto: eureka! Ti spunta con una trovata che pensi “ma dov’è che le prendi? eh?”. E come i classici tipi dei film è bravo nel guidare gli altri. Mi sono sempre stupito di come Andrea si fidi di noi, fino a mettere in secondo piano la sua opinione rispetto alla nostra. Si fida e ci responsabilizza. Al di là delle intuizioni il suo merito più rilevante è la squadra stessa, perché se c’è un gruppo di persone che guida Pro Gamma il merito è fondamentalmente suo. E’ la sua capacità di gestione degli altri e di sé che gli invidio davvero, più ancora che l’abilità come informatico.

Luca Baldini è il tipo rullo compressore.
Immaginatevi un rullo compressore a vapore, e immaginatevi una sterrata in cui ogni sassolino è un problema da risolvere. In questa visione io sono lo stradino che va dal rullo e gli dice “ci sono questi problemi che richiedono la tua attenzione, potresti occupartene?”. Allora la grande macchina si mette in moto (sbuffando!) e si prepara alla mole di sassolini da appiattire. Poi parte, e come un Breda bicilindrico del ’32 procede a velocità costante finché dietro non c’è altro che una bella strada piatta. Ha un approccio scientifico che riesce a ridurre i problemi ad una dimensione sempre affrontabile. Mi piacerebbe avere questo rigore, ma ognuno ha il suo ruolo e le sue doti, e qualche volta è un bene che i clienti non abbiano a che fare con la schiacciasassi.

Giovanni Foschini è il tipo negoziatore.
E come ogni buon negoziatore sa essere eloquente, dal dizionario etimologico “Che esprime con chiarezza ed efficacia i concetti dell’animo; che parla in modo da dilettare e commuovere”. Dovunque vada appare a suo agio. Capisce subito dove andare, come parlare e con chi, ma soprattutto cosa dire. Uno di quelli che quando gli passi la telefonata del cliente arrabbiato ci parla per un po’, e alla fine quando mette giù si ritrova con le scuse per il disturbo e i complimenti per il prodotto. Capacità alquanto invidiabile e alquanto scomoda se sei un suo collega e non lui: dirgli di no è praticamente impossibile.

Questa è la mia squadra, la squadra in cui gioco quotidianamente. Una di quelle squadre nelle quali se non ti metti in gioco di persona non rendi bene, e in cui il rapporto tra i giocatori li fa crescere tutti, insieme.

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