La formula dell’intelligenza

by Andrea Maioli on 14 febbraio 2014

Si può essere d’accordo o meno con le conferenze TED, ma sicuramente suscitano sempre spunti di riflessione. Questa settimana ho avuto occasione di vedere una presentazione di Alex Wissner-Gross dal titolo a dir poco provocatorio: la formula dell’intelligenza.

Che si possa trovare una definizione dell’intelligenza non stupisce. Ma che essa possa essere quantificata in un’espressione matematica sembra assurdo. Dopo aver guardato il video sembra meno assurdo perché Alex è piuttosto convincente.

Ma perché questo dovrebbe interessare chi lavora nel mondo dell’informatica? Alex mostra come i risultati delle loro scoperte dimostrano (?) un legame fra intelligenza ed entropia (!) che può essere utilizzato come base per la scrittura di algoritmi che ne simulano il comportamento.

Il video mostra software sperimentali basati su queste ricerche che presentano un comportamento che può essere definito “intelligente”. Se potranno essere applicati in casi reali non lo so, tuttavia mi pare interessante vedere come si sta lavorando per ottenere generazioni di macchine con modalità di funzionamento sempre più simili alle nostre.

A quando il sorpasso?

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1 Mauro Marini 17 febbraio 2014 alle 00:55

Le macchine/programmi attuali non hanno un buon motivo per sviluppare una intelligenza e sono (per ora) ancora poco interconnessi per sviluppare comportamenti soggetti a dinamiche evoluzionistiche, tali per cui tale “motivo” appaia da solo.
I dispositivi (Pc, table, smartphone), infatti, non si lamentano quando vengono spenti, anche meno che la lentezza con cui certe volte si spegne Windows non possa essere interpretata come una agonia.
Noi umani, invece, l’abbiamo avuto un buon motivo: la sopravvivenza.
Della presentazione a TED, mi sembra interessante proprio l’aver trovato un obiettivo generale, formulabile algoritmicamente, il cui raggiungimento darebbe luogo a comportamenti che massimizzano una forma analoga alla sopravvivenza: la futura libertà d’azione. Sono due concetti vicini: sopravvivenza e libertà.
Interessante è che al giorno d’oggi, entrambi siano favoriti dalla disponibilità di denaro e che i computer stiano manovrando sempre più quantità di denaro (reale e virtuale). Forse il sorpasso ci sarà quando un sistema informatico cercherà di massimizzare la propria libertà azione, guadagnando denaro per se stesso.
In questo caso, la vedo un po’ dura per noi umani.
L’idea non è nuova: ci sono fior di filosofi che hanno previsto gli effetti catastrofici della virtualizzazione del denaro già da molto tempo (es.:Guenon).
Per fortuna vedo difficile per un sistema informatico definire da solo la funzione S di tau….quindi, questa notte dormo tranquillo.

2 poidomani giovanni 17 febbraio 2014 alle 09:14

beh l’importante è che se una macchina mi sorpassa io la possa acquistare facendola lavorare per me pagando semplicemente la bolletta ENEL :-)

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