In Google i cicli sono sempre più stretti

by Andrea Maioli on 3 agosto 2010

il giro più veloce

Qualche giorno fa ho letto in questo articolo che verrà rilasciata una nuova major version di Google Chrome ogni  sei settimane! Dopo essere stati abituati ai pluri-annuali cicli di rilascio di Internet Explorer, questa notizia è indice di un cambiamento in atto nel modo con cui i prodotti software vengono concepiti, fino dall’origine.

L’origine è innanzitutto il modo con cui essi vengono venduti e distribuiti. Nel vecchio modello a licenza e CD ROM, anche una release all’anno poteva sembrare troppo; inoltre ogni nuova release doveva contenere un gran numero di novità e nuove funzionalità per convincere gli utenti che valeva la pena di acquistare l’upgrade.

Oggi invece il software viene sempre più visto come servizio invece che come bene da acquistare. In effetti io non ci tengo ad acquistare il disco che contiene Word, ma piuttosto il servizio che esso mi consente di ottenere, quello di leggere e scrivere documenti.

In questa modalità non avviene più la vendita di una licenza, ma di un abbonamento i cui prezzi sono normalmente molto più bassi anche se periodici. A volte la vendita non avviene nemmeno, nel senso che l’uso del programma è pagato direttamente dalla pubblicità e  questo modello porta a ricavi importanti, spesso superiori a quelli che si sarebbero ottenuti se il programma fosse stato venduto.

Quando il software è distribuito come servizio è molto conveniente avere cicli di rilascio corti. Infatti:

  1. E’ possibile avere tutti gli utenti allineati all’ultima versione, tramite meccanismi di aggiornamento automatico. Se pensiamo invece ad Internet Explorer, dobbiamo avere a che fare ancora con la versione 6, rilasciata quasi 10 anni fa!
  2. E’ facile essere flessibili ed adattare il percorso di sviluppo alle novità richieste dal mercato o direttamente dagli utenti e questo è molto importante per rispondere ai loro bisogni che evolvono nel tempo.
  3. Pubblicizzando il contenuto di ogni release, si ottiene una continua esposizione mediatica, l’immagine di un prodotto vivo e si comunica un azienda sempre pronta ad investire sul suo futuro.

A fronte di queste considerazioni, penso proprio che per Instant Developer manterremo il numero attuale di tre versioni all’anno, che finora è sembrato opportuno, ma che ogni tanto siamo tentati di diminuire per lo sforzo tecnico che richiede. D’altronde, con le nuove licenze Flexi, il passaggio dalla licenza al servizio è ormai compiuto, quindi dobbiamo stare a queste nuove regole del gioco.

E voi, siete più orientati alla vendita della licenza o del servizio?

Picture: Stig Nygaard

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1 Luca Gerosa 7 agosto 2010 alle 10:34

Personalmente credo molto nel servizio in quanto permette di utilizzare un applicazione senza dover affrontare, in caso di applicazioni costose il prezzo iniziale della licanza, certo il prezzo del servizio essendo un costo periodico dovrebbe essere molto competitivo, nel mio caso uso la Flexi Professional ma il prezzo non è per nulla economico, visti i chiari di luna del periodo.
Capisco i costi da parte vostra, magari per aziende di grosse dimensioni il canone può risultare irrisrio, ma nel caso di realtà come la mia non lo è.
Saluti, e comunque complimenti per INDE che costi a parte da la possibilità di realizzare apllicazioni affidabili in tempi veramente brevi.

2 Giovanni Foschini 9 agosto 2010 alle 11:44

Ciao Luca, è chiaro che in tempi di vacche magre ogni euro ha la sua importanza, ritengo però che la formula Flexi sia l’ideale in questo momento, perché in una cifra contenuta sono compresi l’utilizzo della licenza, la manutenzione correttiva, quella evolutiva e l’assistenza al corretto utilizzo, ma soprattutto perché comprende già una sorta di anticipo sull’acquisto definitivo della licenza stessa. E’ ben più di un “servizio”…
So che in realtà sei soddisfatto, si capisce bene dal tuo ultimo commento, ma ne ho approfittato per spiegare meglio le caratteristiche della flexi…
Ciao e buon lavoro

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