Il web è stato solo l’inizio

by Andrea Maioli on 26 luglio 2011

La croce e delizia del nostro lavoro è che non si può mai stare tranquilli, mai sedersi sugli allori. Non appena hai imparato a fare bene qualcosa, ecco che cambia tutto.

E così, ora che lo sviluppo di nuovo software avviene solo in ambito web, questo modello comincia ad apparire sorpassato. Sicuramente i dispositivi mobile hanno dato una spinta al fenomeno, ma sarebbe avvenuto lo stesso. Lo spiega bene George Colony, CEO di Forrester Research, nel suo post App Internet: the next wave.

Colony identifica come sorpassato sia il modello Microsoft, dove il computer locale svolge la maggior parte del lavoro, in quanto non sfrutta adeguatamente il Cloud. Ma anche il modello Web non è la soluzione, perchè non tiene conto delle potenzialità di calcolo e di storage locale dei computer. Per di più, parlando di dispositivi mobile, la connessione ad internet non è sempre disponibile!

Qual è il modello giusto per Colony? Quello App Internet, incarnato dalle migliori applicazioni per iPhone ed iPad nelle quali un uso intensivo delle risorse locali si unisce allo sfruttamento intelligente di risorse cloud. Un buon esempio è Flipboard che esegue la formattazione delle pagine nel cloud, ma poi esse vengono memorizzate e renderizzate totalmente in locale.

Colony vede quindi Apple come l’azienda meglio posizionata in questo cambio tecnologico, mentre Google e Facebook molto più a rischio. E poi conclude con questo statement “As CEO, start pushing your CIO and CMO toward App Internet. The Web was just a warm-up”. Per chi non è familiare con l’inglese: il web è stato solo l’inizio!

Io ritengo che Colony abbia ragione e per questo stiamo già lavorando, con risultati promettenti, al nuovo modello di App Integrate che abbiamo presentato a ten2start.
E voi cosa ne pensate? Forse Colony è troppo futuristico?

 

{ 7 comments… read them below or add one }

1 Riccardo Bianco 26 luglio 2011 alle 14:32

Applicazioni web implica demandare al browser le problematiche connesse al dispositivo.
Immagino che occuparsi di una shell per ogni dispositivo richieda molte risorse per lo sviluppo e la manutenzione, non vorrei che il sobbarcarsi (da parte vostra) di queste problematiche porti ad un arresto dell’innovazione.

2 Andrea Maioli 26 luglio 2011 alle 15:55

@riccardo: in realtà nel nostro progetto la maggior parte del lavoro viene ancora eseguita da un browser, solo in locale e senza connessione ad internet. La shell nativa entra in gioco per alcuni compiti specifici, infatti è solo una shell e così diventa un progetto gestibile.

3 Riccardo Bianco 26 luglio 2011 alle 16:20

Bene =)

4 Alberto Senni 26 luglio 2011 alle 17:30

@Andrea mi sembra che il Colony non abbia tutti i torti, faccio fatica a pensare ad un PC/tablet/smartphone dual core o in futuro multicore con decine o centinaio di GB di disco vuoto o quasi che deve essere attaccato ad internet con un browser per quanto potente per fare qualche cosa, d’altronde non esiste oramai un’applicazione installabile su PC/tablet/smarphone che non abbia bisogno di collegarsi ad internet prima o poi, quindi penso che il modello App integrata sia un futuro sempre più attuale e reale con INDE

5 Marco 1 agosto 2011 alle 08:43

Sviluppando un’applicazione web per dispositivi mobile mi sono accorto di due grossi problemi:
1) la lentezza dovuta alla connessione
2) lo stadio primitivo dei browser dei dispositivi mobili rispetto a quelli dei pc (dovuto forse anche all’architettura hardware e dal sistema operativo di tali dispositivi).
Il risultato è che attualmente l’applicazione web inde funziona solo su iphone. Se un grosso vantaggio nel fare un’applicazione web rispetto ad un’app nativa sta nell’essere fruibile su più piattaforme direi che non ci siamo molto. Speriamo che con questa nuova tecnica della shell nativa si riesca veramente a sviluppare un’applicazione che funzioni su diversi dispositivi mobile.

6 Giuseppe Lanzi 1 agosto 2011 alle 10:45

Il vantaggio dell’applicazione web non è ristretto a mobile, basta pensare che la stessa applicazione web funziona uguale su IE di Windows, Safari su Mac e Firefox su Linux :)

Per quanto riguarda le piattaforme mobili il problema è che il panorama dei dispositivi mobili non è omogeneo. Dovrebbe funzionare tutto anche su Android, ma concordo che la lentezza della connettività è un problema decisamente sentito.

Io sono fiducioso: le applicazioni integrate cambieranno drasticamente le cose.

7 Marco 1 agosto 2011 alle 12:00

Hai ragione, per quanto riguarda android c’è veramente una giungla di dispositivi. Si fa presto a dire android, l’utente medio non pensa che se un cellulare costa 500 euro e un altro 100 ci sarà un motivo al di là della dimensione del display…

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