Il PC va abbandonato?

by Giuseppe Lanzi on 25 gennaio 2013

Questa mattina ho letto una notizia che mi ha colpito: Intel ha abbandonato il mercato delle schede madri per PC, per concentrarsi sui dispositivi mobili e sul riconoscimento vocale. Mi ha colpito perché, anche se è vero che Intel non era certo leader nel settore delle schede madri, un abbandono totale del campo è una scelta importante.

Nello stesso periodo Gartner porta dei dati piuttosto chiari mentre dice che il 2012 è stato un anno infelice per il mercato dei PC, dove solo nell’ultimo trimestre le vendite sono calate del 5%.

Voglio prendere spunto da questa notizia per avviare una discussione, facendovi una domanda: secondo voi quanto tempo ci vorrà perché dalle case spariscano i computer? E succederà anche dagli uffici?

Insomma, quanto tempo abbiamo per cambiare le nostre abitudini?

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1 Giorgio Forti 25 gennaio 2013 alle 18:26

La prendo come una provocazione.
E rilancio.
Quanto tempo ci vorrà perché NESSUNO usi più COBOL?

2 Giuseppe Cassanelli 25 gennaio 2013 alle 18:32

Dalle case, inteso che mercato esclusivamente “consumer” epurato da chi, come gli addetti ai lavori e simili, approfittano del pc di casa per fare anche “cose di lavoro”, secondo me spariranno in fretta o non arriveranno neppure.
Personalmente vedo e consiglio tanta gente che, magari al primo acquisto o per sostituzione, opta per un tablet.
Dagli uffici il discorso sarà molto più lungo, non foss’altro che per tutto il bagaglio di sw esistente ed in uso. E comunque per certe attività servirà comunque una tastiera ed un mouse, fino a quando la telepatia non prenderà piede :-)

3 Giuseppe Cassanelli 25 gennaio 2013 alle 18:34

… certo anche a me da un brivido “Intel che abbandona i PC”… d’altra parte è la normale evoluzione della specie :-)

4 Mauro Marini 25 gennaio 2013 alle 23:07

Passato il brivido, mi son letto meglio l’articolo. In realtà Intel sta solo cambiando target per evidenti trand di mercato: da PC a ultrabook.
Se uno ci pensa bene, quante cose facciamo su un PC che si potrebbero fare con altri strumenti più “comodi”?
La posta? Tablet.
Comunicazione sociale? Smartphone
Video scrittura? notebook o table con tastiera
…e via di questo passo.
Ci sono anche molte cose che si fanno al PC solo perché ha un monitor grande, una tastiera comoda, un sistema di puntamento preciso.
Il PC da cui scrivo ha 8 core. Uno si sta occupando di me con uno sforzo di meno del 2% delle sue capacità. Gli altri 7 dormono.
Certo è bello sentire le ventole partire come un reattore e il grafico delle temperature schizzare a 80 gradi quando genero un video MP4, ma quante volte capita ad un utente medio?
Quindi, mi rilasso…è solo una segmentazione naturale dei dispositivi.
Ora però mi chiedo, sarà una bene o un male per chi sviluppa? Mai rilassarsi troppo!

5 Giuseppe Cassanelli 26 gennaio 2013 alle 00:23

@Mauro Marini
Bè noi che sviluppiamo dobbiamo semplicemente adeguarci, e se lo facciamo è un bene per noi, nel senso che ci sarà da fare: se nulla cambiasse alla lunga non ci sarebbe più da sviluppare, mentre il mercato Mobile sta creando un sacco di opportunità e nuove prospettive, come del resto in passato di fronte a passaggi di portata epocale come l’avvento di Windows.
Quindi niente rilassamento: passi lunghi e ben distesi e occhio da tigre ;-)

6 Stefano Chiusano 26 gennaio 2013 alle 09:28

L’informatica e’ un po’ come la politica, a parte quel 10-15% che e’ sensibile ad ogni stormir di fronda, il resto e’ conservatore e prima di modificare le proprie abitudini ci pensa e ci ripensa.

7 Giuseppe Cassanelli 26 gennaio 2013 alle 10:11

@Giorgio Forti
Fino a quando tutto il software scritto non sarà diventato obsoleto e non portabile: circa 3000 anni !
@Stefano Chiusano
“stormir di fronda”: complimenti per l’immagine :-)

8 Andrea Maioli 26 gennaio 2013 alle 12:21

Mi sembra che questo sia un argomento interessante. Penso che ci torneremo a breve perchè c’è in gioco anche una resistenza al cambiamento che può influenzare in modo conservatore il punto di vista. Da parte mia, il problema non è quando (e non se) spariranno i notebook/PC dalle nostre scrivanie, ma dove andranno nei prossimi tre/cinque anni i soldi legati agli investimenti in infrastrutture informatiche e, di conseguenza, cosa serve per intercettarli.

9 Stefano Chiusano 26 gennaio 2013 alle 13:20

@Andrea Maioli Secondo me tutto il software gestionale che gira solo in locale si spostera’ sul Cloud, quando gli utenti si accorgeranno dei vantaggi software , hardware e sicurezza sui server siti in una Webfarm gia’ oggi a costi vantaggiosi. Io mi sto muovendo in questa direzione e mi accontenterei di cambiare il sofware dei miei Clienti da Rete locale a Cluod.Chiaramente in questi software serira’ anche alcune agili procedure fruibili da Tablet Smartphone ec..

10 Stefano Chiusano 26 gennaio 2013 alle 13:26

@Giuseppe cassinelli Non ho il copyright su quell’immagine , ma e’ di un famoso personaggio letterario: Giovanni Pascoli:

E lunghi, e interminati, erano quelli
ch’io meditai, mirabili a sognare:
stormir di fronde, cinguettio d’uccelli,
risa di donne, strepito di mare.

11 Giuseppe Cassanelli 26 gennaio 2013 alle 16:34

@Andrea
…. era quello che intendevo con il mio “dobbiamo semplicemente adeguarci, e se lo facciamo è un bene per noi, nel senso che ci sarà da fare”
@Stefano
Ricordi di scuola… mi complimentavo per la citazione pertinente, poi dicono che noi informatici “sappiamo solo di numeri” !

12 Giuseppe Cassanelli 26 gennaio 2013 alle 16:39

Domanda provocatoria per il webmaster…
Va bene che sono belloccio ;-) , ma perché solo io ho l’avatar ?
(io lo so, l’ho messo io dietro tue indicazioni, ma gli altri forse vorrebbero metterlo e non sanno come fare… o forse non sono interessati, a cominciare da Andrea)

13 Andrea Maioli 26 gennaio 2013 alle 16:52

I più vanitosi si riconoscono subito… :)

14 Giuseppe Cassanelli 26 gennaio 2013 alle 17:08

Vanitoso chi ????? :-O

15 Riccardo Bianco 28 gennaio 2013 alle 10:19

Un elemento importantissimo da valutare è l’inerzia delle persone, mi viene in mente l’abisso di comodità che c’è tra un lettore multimediale e il classico lettore dvd, eppure quanti hanno fatto il salto? Perché così pochi?
È ragionevole pensare che essere costantemente aggiornati porti ad una rincorsa infinita, aggiungiamo il fatto indiscutibile che, per l’utilizzo comune, il lettore dvd funziona ancora egregiamente e abbiamo la risposta.
Il parallelo con il mondo IT mi pare ci sia, in questo momento i pc che abbiamo in casa svolgono bene il loro compito e, a meno di esigenze particolari o di una nostra particolare propensione per le novità, non ha senso sostituirli con un tablet.
Un’altro discorso è quello dell’acquisto di qualcosa che ancora non ho o che necessita un ricambio… ma a ben pensarci, valgono le stesse regole.
Quanto ci vorrà perché i tablet prendano il sopravvento dei pc? Quanti strumenti ormai obsoleti continuiamo ad usare pur sapendo che c’è di meglio in giro? Quanti di noi ogni anno riconsiderano con chi stipulare il mutuo, l’assicurazione, la bolletta?
Siamo umani, direi quindi molto più tempo di quanto pensiamo ;)

16 Giuseppe Cassanelli 28 gennaio 2013 alle 11:06

@Riccardo
Sono completamente d’accordo con te tranne sulla velocità in ambito casalingo.
Verissima l’inerzia ma è anche vero che sia il maggiore stimolo (autogratificazione e immagine) che la maggiore velocità operativa (leggi: tempo minore di attuazione tra idea e risultato) spingono più verso l’acquisto di un tablet (soprattutto se non si ha nulla o si ha un vecchio pc in casa) rispetto alla revisione di un mutuo/assicurazione.

17 Riccardo Bianco 28 gennaio 2013 alle 15:09

è certo… anch’io smanio per i nuovi giocattoli ;)

18 Daniele 29 gennaio 2013 alle 09:44

Beh, non dimentichiamo che c’è anche il fattore “soldi”: se uno non ne ha, il vecchio PC va bene per ancora mooooolto tempo!

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