HTML5: oltre al video c’è di più

by Luca Baldini on 16 marzo 2010

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Il linguaggio del web sta cambiando. L’HTML5 è la nuova evoluzione del linguaggio di programmazione più utilizzato nello sviluppo dei siti web. Dopo più di 10 anni l’HTML WG del W3C, il WHATWG, Apple, Microsoft, Opera e Mozilla hanno quasi ultimato la fase di definizione delle nuove specifiche.

Ultimamente si sente spesso parlare di HTML5 quasi sempre citato assieme a YouTube e Flash. Sembra quasi che l’unica novità davvero rilevante di questa evoluzione sia costituita dai tag <video> e <audio> che permetteranno di poter guardare video e ascoltare musica sul web utilizzando le funzionalità native dei browser senza quindi la necessità di utilizzare plug-in flash.

In realtà, come dice il titolo di questo post, l’HTML5 è molto di più. Una novità sicuramente interessante è costituita dall’Offline Web Applications un insieme di nuove funzionalità il cui scopo è quello di poter utilizzare le proprie applicazioni web quando si è disconnessi da internet.

Una di queste nuove funzionalità si chiama Web SQL Database. Come è possibile intuire dal nome si potranno memorizzare dati in un vero e proprio database contenuto nel browser. Sarà possibile creare tabelle, modificarne i dati ed interrogarle tramite un linguaggio molto simile all’SQL.

L’Offline Web Applications sarà sicuramente una funzionalità da tenere d’occhio nel prossimo futuro e costituirà certamente uno dei cardini delle applicazioni web prodotte con Instant Developer negli anni a venire.
Voi cosa ne pensate? Siete pronti ad utilizzare applicazioni disconnesse?

Picture: Pantoine

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1 Riccardo Bianco 16 marzo 2010 alle 21:25

Sicuramente interessante, e come capita sempre con un nuovo strumento, il trucco sta nel capire a quali problemi ha senso applicarlo e a quali no (mi viene in mente l’iPad…). Un po’ come le persone, per avere un buon rendimento bisogna dare ascolto alle attitudini =)

2 Alberto Senni 18 marzo 2010 alle 22:33

Non penso che l’OWA abbia uno sviluppo se non come supporto a particolari ambiti/funzioni di applicazioni comunue di tipo connesso.
Tutto va nella direzione di estrema connettività alla rete sia come continutià temporale che come necessità sempre crescente di banda per poter fruire contenuti audio video sempre più ricchi e sofisticati.

3 Andrea Maioli 19 marzo 2010 alle 09:48

@Alberto : OWA non significa che le applicazioni non comunicano su internet, ma che svolgono la maggior parte del lavoro in locale. Google Reader è un buon esempio di questo.

4 Giuseppe Cassanelli 24 marzo 2010 alle 14:53

Ritengo che il punto focale che determinerà il successo di questa funzionalità sarà semplicemente il livello di prestazioni: se nell’uso si dimostrerà efficiente e veloce allora perchè no, sarebbe ottimo, ci sono tantissime applicazioni che in locale potrebbero funzionare egregiamente con un minimo insieme di dati da sincronizzare ogni tanto.
Se poi la connettività è fantastica, dal punto di vista strutturale, tanto meglio, ma ci sono luoghi e situazioni, e non ultimo i costi, in cui e per cui si deve essere isolati o se si potesse lavorare disconnessi sarebbe meglio.

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