Gratis o a pagamento?

by Giovanni Foschini on 18 settembre 2012

Quando sviluppiamo una app dobbiamo anche decidere il modello di business con cui vogliamo commercializzarla. A questo proposito credo sia importante partire da questi due fatti:

  • le app gratuite hanno molta più probabilità di essere installate di quelle che costano anche solo 79 centesimi.
  • 9 applicazioni su 10 sono gratuite, vicino alla nostra app ce ne saranno quindi altre simili e probabilmente gratuite.

Come possiamo fare quindi per rendere gratuite le nostre applicazioni senza rimetterci?

C’è chi propone di farsi pagare le app direttamente dalla pubblicità piuttosto che dagli utenti, peccato però che questo modello in realtà funzioni solo se la nostra app verrà usata da non meno di centomila utenti.

Un’altra possibilità, secondo me più interessante, è quella suggerita da questo articolo che consiglia di utilizzare la modalità di acquisto In App Purchase.

Il meccanismo In App Purchase consiste nell’acquisto di servizi o funzionalità direttamente da dentro l’app, ma solo nel momento in cui all’utente servano o ne abbia voglia. Questa modalità di acquisto può sembrare casuale, ma in realtà ci sono modelli statistici che ne dimostrano la redditività, non per nulla già nel 2015 il giro di affari previsto è di 5.6 miliardi di dollari, non proprio bruscolini…

Progettando la nostra applicazione con questa dinamica commerciale potremmo:

  • proporre gratuitamente la nostra app consentendone la massima diffusione possibile;
  • fidelizzare l’utente che si abitua ad usare la nostra app senza costi iniziali;
  • facilitare l’acquisto delle funzioni evolute perché l’utente è già consapevole del loro valore.

Il presupposto fondamentale perché questo meccanismo funzioni è che la nostra app produca davvero valore per l’utente anche nella sua versione gratuita, proprio per creare le basi su cui sviluppare il business degli acquisti In App.

E perché non pensare a questo meccanismo anche per le applicazioni tradizionali da PC?

{ 3 comments… read them below or add one }

1 Mauro Marini 18 settembre 2012 alle 14:01

Ci sono già alcune categorie di prodotti per PC in versione free che, dall’interno dell’applicazione, guidano verso l’acquisto di componenti a pagamento. Ad esempio quelli che prevedono plug in, come gli editor video o di immagine. Molti filtri, effetti o metodi avanzati di compressione sono a pagamento.
Ci sono anche i tanti prodotti shareware che per avere le funzionalità attive o complete suggeriscono il passaggio alla versione a pagamento.
In generale, sia su PC che su iOs, l’utente è un po’ infastidito da questi paletti a pagamento, ma l’aver potuto testare l’applicazione è sicuramente un incentivo rispetto a rischiare il pagamento sulla base dei soli giudizi di terzi.
Personalmente credo che il vero punto di forza di iOs rispetto ai PC sia il metodo di pagamento. Su cifre bassissime, l’acquisto d’impulso è frequente ed è agevolato da un percorso di pagamento rapidissimo, tale da non bloccare “l’impulso”. Su PC sarebbe bello, ma la vedo dura per i prezzi più alti e per la difficoltà di fare uno store. Sarebbe interessante vedere le statistiche di Mac Store per l’acquisto di applicazioni da 30-50 euro sul Mac.

2 Danilo Moretti 18 settembre 2012 alle 16:17

Concordo con Mauro, il meccanismo che descrivi esiste da anni anche in ambiente PC. Al limite, la novità è data dal livello di “granularità“: la soluzione “classica” è quella di avere in software in versione “lite” (o parzialmente bloccata) gratis, salvo poi pagare per avere la versione completa. Quella più recente prevede meccanismi più granulari: non compro tutto il pacchetto ma solo il pezzettino che mi serve (il plugin), che quindi avrà un prezzo comunque ragionevolmente basso. Esistono anche prodotti (es: SportTracks per citarne uno che utilizzo quotidianamente) che adottano allo stesso tempo entrambe le soluzioni: esiste la versione free, la versione completa, ed in più i plugins possono essere a loro volta gratis o a pagamento. Certo, come ha già detto Mauro, l’acquisto di questi prodotti non è così immediato come su iOs.

3 Paolo Rosetti 18 settembre 2012 alle 22:52

Ciao Giovanni, articolo interessante, mi piacerebbe capire in base alla tua esperienza e a quella dei colleghi, se l’acquisto deve passare sempre dell’app store, o se può essere dirottato su altro sito, aumentano così la marginalità dell’operazione.

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