Creare business app di successo. Come è possibile?

by Giovanni Foschini on 9 maggio 2012

Mi è capitato di leggere un articolo interessante: iPad in ufficio, ma a cosa servono realmente? che vi consiglio di leggere con attenzione.

L’articolista riassume una breve indagine sull’utilizzo che viene fatto dei PC e dei tablet osservando che: “gli utenti preferiscono svolgere la maggior parte del loro lavoro sul proprio pc, dove possono fruire, condividere e creare contenuti. Ma riconoscono anche che in certe circostanze, in certi luoghi, o se fuori ufficio, allora preferiscono usare un dispositivo come un tablet, dove possono fruire e condividere contenuti, ma non crearne”.

Questo potrebbe essere dovuto al fatto che le app di business non ci sono o non sono adeguate alle esigenze degli utenti, diventa ancora più importante chiedersi: come facciamo a creare business app realmente utili?

Una prima risposta l’ho trovata sempre nello stesso articolo: “la vera opportunità è quella di creare applicazioni business che funzionano meglio su tablet che su altre piattaforme”.

Non basta quindi riscrivere i software che usiamo su PC per i tablet, ma per avere successo dobbiamo essere in grado di scrivere app che sfruttino i punti di forza unici di questi dispositivi: portabilità, facilità d’uso, lunga durata della batteria, schermi relativamente grandi e la possibilità di poter funzionare anche senza collegamenti a internet.

D’altronde sono proprio queste le caratteristiche alla base del successo di vendita di tablet e smartphone, nonostante come notava l’articolista non siano ancora così “adatti” all’uso in ufficio.

Proprio per questo io credo che le soluzioni basate su sistemi di virtualizzazione o stile terminal server debbano essere considerate solo come soluzioni tampone. E la stessa cosa vale per le applicazioni web rese “compatibili” con i browser mobile.

Sviluppare applicazioni partendo dai punti di forza dei tablet è sicuramente più difficile, ma le enormi opportunità di questo mercato rendono la sfida decisamente interessante.

Per me vale la pena provarci, voi cosa dite?

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1 Riccardo Bianco 9 maggio 2012 alle 11:13

Molto interessante… ma praticamente realizzabile? Non si tratta di fare gli stessi prodotti “ma meglio” (sfruttando le potenzialità dei tablet), si tratta di fare prodotti totalmente nuovi. Ma per fare ciò non basta che il tecnico acquisisca un nuovo strumento di sviluppo, bisogna trasformare l’azienda (pratiche commerciali, clienti target, assistenza…), un impegno e un investimento, a mio avviso, molto pesante e non sempre realizzabile.
Non vorrei essere frainteso, trovo necessario spostarci in questa direzione, ma non vedo spazio per le vie di mezzo: o hai l’idea geniale o non hai spazio, non basta fare un buon prodotto.

2 Marco 9 maggio 2012 alle 14:59

In ufficio, inteso come ambiente in cui ho a disposizione un pc, direi che non servono a niente. Per fare un esempio: vogliamo forse paragonare monitor/tastiera/mouse con la tastiera virtuale/schermo di un ipad?
In un contesto diverso, cioé situazioni “mobile” ha sicuramente la sua utilità, soprattutto per visualizzare contenuti e una limitata interazione di input dati. Come già detto questi dispositivi sono validi per un determinato ambito applicativo, l’errore è voler generalizzare fino a spararle grosse, frasi del tipo “the pc is dead” ecc..

3 Giovanni Foschini 9 maggio 2012 alle 16:02

@Marco concordo con te, ma la mia idea era proprio quella di non pensare al tablet come al sostituto del PC per cui devo “replicare” la stessa applicazione e sono a posto, ma devo tenere conto del tablet e dove si può, sfruttarne le caratteristiche intrinseche: dal progettare l’app per processi e microfunzioni alla possibilità di sfruttare il GPS o la fotocamera, cosa a cui nessuno ha mai pensato proprio perchè l’applicazione si usava dall’ufficio …
@Riccardo hai ampliato la “rivoluzione” a tutta l’azienda, ma penso sia importante cercare di fare quello sforzo anche quando dobbiamo fare la nostra raccolta ordini (dove l’idea geniale è forse nello studio dell’interfaccia e del processo da gestire)

4 Mauro Marini 11 maggio 2012 alle 01:11

Jobs, nel suo keynote citato all’inizio dell’articolo, raccontava che l’idea dell’iPad era nata da una domanda: “c’è spazio per nuovo device da collocare tra iPhone e laptop, che faccia meglio alcune cose?”.
Non voleva sostituire né iphone né laptop (doveva vendere pure quelli ;-) ) e focalizzava l’attenzione del pubblico su funzioni già note a tutti, piuttosto che sul potenziale di funzionalità nuove. D’altra parte non puoi vendere un prodotto dicendo che è bellissimo, ma non sai ancora a cosa serve. Era però percepibile l’intenzione di aprire uno spazio “nuovo” e intercettare processi non ancora coperti, o non coperti bene, da altri dispositivi, sia in loro assenza sia in loro presenza.
A questo proposito, mi vengono in mente tre casistiche:

1) iPad assieme ad altri tipi di computer
Non è del tutto vero che l’iPad non serva a niente quando c’è un PC/Laptop. Dipende da quale è il business. Come dice bene Giovanni , ci sono microfunzioni, come l’input analogico, che lo possono rendere un utile complemento. Lo schermo touch screen è, infatti, un multicontroller analogico manovrabile dalle mani ed ha pure lo sfondo configurabile. Personalmente lo uso in wifi come “slider consolle” per Lightroom (app LrPad), mentre gli schermi del PC sono occupati da altre cose. Ci sono altre applicazioni in campo artistico, specie musicale, dove viene applicato in maniera simile.
Un altro utilizzo è come schermo addizionale del PC, con capacità touch (app Aiddisplay). E’ un caso marginale e al confine del settore business, ma ci sono state situazione in cui mi è stato molto utile, specie con il laptop.

2) iPad in sostituzione di altri tipi di computer
Nella produzione di contenuti (es.: office automation) l’iPad non è oggettivamente competitivo contro un computer tradizionale. La mancanza di tastiera, multi windowing e applicazioni realmente compatibili con quelle MSOffice sono grandi limiti. Mi aspetto però ancora significativi miglioramenti in questo ambito. Ad esempio, l’introduzione della swipe selection potrebbe rivoluzionare la produttività in scrittura.
Invece, nella comunicazione, condivisione e coordinamento tra persone oppure nel controllo di dispositivi industriali e da campo, l’iPad ha caratteristiche fisiche (durata, leggerezza, connettività, robustezza…) che lo rendono molto più comodo ed efficiente. Il successo ottenuto come strumento di supporto multimediale all’azione dei commerciali è un segno evidente di questo potenziale e, ci sono studi che prevedono nei prossimi due anni una crescita notevole dei tablet per l’accesso ai cruscotti strategici e di Business Intelligence.
E’ ormai evidente anche il fenomeno difensivo inverso: l’ipaddizzazione dei pc. Già Lion e ancora di più Mountain Lion prendono spunto dall’iOS (es.: le gesture) per rendere l’esperienza dell’utente comoda come sul tablet.

3) iPad in aree non ancora informatizzate
Questa è un’area molto interessante per il numero elevato di utenti potenziali.
Laptop/computer e smartphone sono ormai molti diffusi, ma ci sono ancora tante persone che non li usano. In un paese “vecchio” come l’Italia molti decisori preferiscono la carta stampata. Tante donne che hanno una istruzione sufficiente a renderle produttive, per ragioni accidentali o familiari non hanno avuto l’occasione di avvicinarsi ai PC, all’office automation o anche semplicemente alla consultazione del web. Un dispositivo prosumer come l’iPad può abbassare queste barriere e facilitare la creazione di smart communities in diversi settori, favorendo l’inclusione auspicata dalla UE.

In conclusione, non penso che la chiave di penetrazione dei tablet nel settore business sia quella della riscrittura per iPad delle attuali applicazioni business, piuttosto lo sviluppo di applicazioni diverse e integrate con altre applicazioni che girano su fissi, laptop e cloud.

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