Costruisci il tuo Siri

by Vittoria Marino on 15 aprile 2014

«Computer, calcola la rotta per il quadrante Alpha »
«Rotta calcolata»
«Computer, calcola il tempo di viaggio»
«Quattro giorni terrestri»

È il tipico dialogo di un qualsiasi film di fantascienza tra un computer e un essere umano. Avete notato che nelle storie di fantascienza l’interazione uomo-machina è quasi sempre basata sulla voce? Amit Singhal, ingegnere di Google e vice presidente senior della società, dice: “Il capitano Kirk non ha mai avuto bisogno di una tastiera per fare una domanda al computer” e in fondo in fondo credo che ognuno di noi vorrebbe poter fare come lui. A me piacerebbe molto!

L’idea di poter interagire con la tecnologia parlando normalmente, nello stesso modo in cui comunichiamo tra persone, fino a qualche anno fa era davvero fantascienza. Ma oggi i risultati raggiunti da Google e da Apple ci dimostrano che gli scenari da fantascienza non sono poi così lontani, anzi ci siamo già dentro!

L’utilizzo dei comandi vocali si sta diffondendo molto, soprattutto in ambito mobile. Non solo la voce permette di tenere le mani libere ma abbassa anche il numero di operazioni che separano l’utente dalle informazioni, le applicazioni diventano così più semplici e naturali da usare. Probabilmente in futuro i comandi vocali saranno l’unico modo di interagire con i dispositivi indossabili, pensate per esempio ai Google Glasses o ad Android Wear.

A partire dalla versione 13.0, anche le applicazioni fatte con Instant Developer possono essere comandate con la voce. Grazie alle Speech API di Google, i comandi vocali possono essere integrati nelle applicazioni online che girano su Chrome. Semplicemente parlando si possono navigare i pannelli, fare delle ricerche ed eseguire delle procedure. Guardate il video dimostrativo, o meglio ancora provate voi stessi l’applicazione di test che ho preparato per farvi fare subito una chiacchierata con il vostro computer. Se vi interessa vedere com’è fatta è disponibile anche il progetto.

Se invece volete attivare il riconoscimento vocale nelle vostre applicazioni basta attivare il parametro di compilazione Abilita comandi vocali, e sarete pronti a parlare con il vostro software. Per saperne di più date un’occhiata alla guida all’uso.

Fortunatamente non corriamo il rischio di avere computer cattivi come Hal 9000, e anche se siamo lontani dalla sua intelligenza i risultati ottenuti sono incoraggianti. Siamo solo all’inizio di questo nuovo lavoro e il vostro feedback sarà utilissimo per i futuri sviluppi del riconoscimento vocale di InDe.

A questo punto sarebbe bello dire “Computer, metti un like su questo articolo”, vero?

Pensate anche voi che il riconoscimento vocale sia l'interfaccia del futuro?

  •    Sì, anch'io nelle prossime app voglio integrare il riconoscimento vocale!
  •    È interessante, ma ci vorrà molto tempo prima che si diffonda davvero.
  •    Non credo che l'interfaccia del futuro avrà a che fare con la voce.

{ 5 comments… read them below or add one }

1 Riccardo Bianco 15 aprile 2014 alle 12:40

Passatemi il termine.. figata pazzesca!

2 Giuseppe Cassanelli 15 aprile 2014 alle 13:14

Bellissimo, c’è ancora da lavorarci ma è decisamente MOLTO meglio di 15 anni fa :-)

3 Luca Murzio 15 aprile 2014 alle 13:50

Bello! Sarebbe ottimo averlo per l’app mobile off-line. Questo fa la differenza dalla concorrenza….

4 Mauro Marini 16 aprile 2014 alle 01:45

Premetto che non amo le interfacce vocali. Questa mancata scintilla non è dovuta alla poca fiducia nella canale vocale, ma a ciò che sta sottointeso – fino ad ora –alla parola “interfacce”: finestre, pannelli, liste, bottoni ecc…
cioè una pluralità di oggetti fortemente visivi, nati e progettati NON per una interazione vocale.
Dal punto di vista energetico trovo molto più costoso “parlare” a questi oggetti che muovere qualche muscolo delle dita o della mano per attivare tastiera a mouse. Senza contare il disturbo e le interferenze che si producono quando si è in più persone nella stessa stanza.
Non ho fatto ancora esperienze che mi convincano che sia conveniente usare la voce, neanche in auto. Preferisco un ipad sul volante a rischio che l’airbag me lo spappoli sulla faccia. Sono comunque più veloce che ad usare SIRI per qualunque task di ragionevole complessità.
MA…ma…ma…il discorso cambia se si guarda in prospettiva l’evoluzione dei dispositivi e più ancora delle loro interfacce.
A guardare i film di fantascienza, le finestre si sarebbero dovute stratificate in 3D…e invece no! Con i tablet e gli smartphone (nate per il touch) l’interazione è tornata ad essere lineare: si fa una cosa per volta. A pensarci bene anche le conversazioni sono lineari. Ancora più semplici gli smartwatch e cruscotti (automotive): posso dire loro cose complesse, ma i feedback sono minimali e funzionali alle azioni da compiere.
In questi casi l’interazione non è più tra voce e una miriade di oggetti visivi fatti per una interazione con mouse e tastiera, ma tra voce e “elementi concettuali applicativi”. Se dico qualcosa ad un frigorifero, non mi aspetto che apra un panello con una lista e un paio di combobox. Mi aspetto che…non lo so…forse che si apra, o che mostri una figura o che mi parli.
Insomma, penso che ci sia un futuro brillante per le interazioni vocali, ma: “c’è molto da lavorare” specie sul cambio di paradigma delle interfacce.
Tutto ciò premesso…il progetto dimostrativo è davvero una figata. Provandolo, è impossibile non fantasticare su qualche possibile applicazione. Bel lavoro!!!

5 Riccardo Bianco 16 aprile 2014 alle 08:56

Sono d’accordo, ma anche no. Mi piace molto l’idea che le interfacce fin’ora sviluppate prevedono un’interazione tastiera/mouse oppure dito/movimento, e quindi non sono pensate ne tantomento ottimizzate per comandi vocali. Per contro però penso che le potenzialità siano moltissime, il difficile è trovare l’ambito giusto in cui diventano “quello che mancava” per rendere l’applicazione il top, per fare davvero la differenza e non essere un semplice, luccicante, inutile giocattolo.

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