Come ti trasformo le strade di New York

by Andrea Maioli on 29 ottobre 2013

Sono appena tornato da un viaggio di studio degli Stati Uniti, in particolare a New York e San Francisco. Oltre a migliorare la lingua, il mio scopo era quello di conoscere la cultura americana dall’interno, per capire meglio da dove deriva il fascino che proviamo quando guardiamo i film girati a Hollywood.

Vorrei quindi condividere con voi i fattori che trovo più interessanti per chi tenta di fare impresa in Italia, soprattutto se nell’ambito dell’information technology.

Parto prendendo spunto da come si sta trasformando il concetto di strada a New York. Gli esperimenti ed i risultati ottenuti sono spiegati da Janette Sadik-Khan, commissario alla commissione trasporti, in questo TED Talk.

È interessante vedere come hanno approcciato il problema delle strade a Times Square, dove è stata istituita un’area pedonale temporanea per sei mesi. In quel periodo sono stati raccolti tantissimi dati, verificando se la mobilità migliorava o meno, se il traffico diventava caotico, se c’era più sicurezza e se il business attorno cresceva (il pubblico a NY si occupa anche del privato: orrore!).

Alla fine i risultati sono stati veramente positivi secondo tutti i KPI considerati, quindi le modifiche sono diventate definitive. Fra l’altro, la cura delle aree pedonali è ora a carico dei negozi che, avendo aumentato le vendite, sono felici di farlo, e quindi è a costo zero per il pubblico.

Janette conclude così: “abbiamo imparato che è possibile cambiare le nostre strade velocemente, senza spendere molto, con benefici immediati e con l’approvazione di tanti. Avevamo solo bisogno di re-immaginare le strade; erano nascoste in piena vista”.

Credo che questo consiglio sia interessante anche per tutti gli imprenditori riferito al proprio modo di fare business: non dobbiamo aver paura di sperimentare nuove vie, verificando dati alla mano quali sono le migliori. Anche un modello di business vincente non dura per sempre e può essere innovato; non aspetterei la prossima crisi per farlo.

 

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1 Giovanni Zappellini 30 ottobre 2013 alle 10:56

Mi sembra curioso notare come a vote il ” nuovo” possa coincidere con un “passato riletto”. Guai alle prevenzioni!

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