Adesso anche l’uso del database è gratis

by Andrea Maioli on 10 ottobre 2014

Che esistessero validi database open source non è una novità: Postgres, MySQL e tanti altri, anche nella variante “NoSQL”, sono sempre più diffusi.

Ma questo annuncio di Amazon Web Services rende gratuito l’utilizzo di DynamoDB fino a 25 GB di storage e 200M di query al mese. Questo significa che il livello gratuito non è solo per provare il servizio, ma si estende anche alle attività di produzione.

Ovviamente AWS ci guadagna vendendo server ed altri servizi, ma è un altro passo che abbassa ulteriormente il costo di gestione di un sistema distribuito nel cloud.

Gli ostacoli oggettivi all’utilizzo del public cloud come piattaforma per le proprie applicazioni stanno cadendo ad uno ad uno. La tentazione di dire che “non è ancora il momento” tante volte è solo una scusa per evitare l’impegno richiesto da questo cambiamento.

Nel nostro mondo arrivare troppo tardi può essere pericoloso, e noi di Instant Developer faremo di tutto per aiutarvi ad andare in questa direzione. Chi ci sta?

{ 4 comments… read them below or add one }

1 Giuseppe Cassanelli 10 ottobre 2014 alle 18:07

Se INDE supporterà DynamoDB … why not :-)

2 salvo 10 ottobre 2014 alle 22:04

Caro Maioli buona sera,

Lei solleva un punto molto articolato che, visto il contesto, commento in modo essenziale ma che meriterebbe meno superficialità.

Per ciò che a me consta, il problema dell “… utilizzo del public cloud come piattaforma per le proprie applicazioni… ” non dipende da scuse implementative.

In questa semplice frase sussiste una evidente contraddizione : o DB, flussi e dati sono Pubblici o sono i propri. Il formato del DB è poco rilevante, quello che ancora rappresenta un stallo culturale (e non solo da noi), è la non compliance i requisiti di privacy e data protection. Soprattutto AWS, non fornisce SLA o PLA ma solo OLA. Non è presto per gli utenti è intempestivo il CCP. E questa è la ragione per il quale l’ Hybrid è la soluzione più adottata.

Quanto sopra puntualizzato, mi preme declamare che trovo INDE una piattaforma semplicemente “entusiasmante”. Sono ammirato dal “salto quantico” di Baldini con la programmazione relazionale.

Dopo alcuni anni che vi seguo, sfrutto questa opportunità per congratularmi con tutto il vostro gruppo.

Salvo Reina

3 Andrea Maioli 11 ottobre 2014 alle 05:50

@salvo: grazie per i complimenti, che fanno sempre piacere, e anche per il suo commento. E’ vero che l’hybrid cloud oggi si adatta a più situazioni del solo public, ma sempre di architettura cloud si tratta. Quello che noi vediamo è un ritardo generalizzato nell’affronto dell’argomento cloud in generale, preferendo rimanere aderenti alle precedenti strutture “server based”. Coglievo l’occasione di questa notizia per sollecitare al riguardo-

4 Stefano Teodorani 13 ottobre 2014 alle 09:35

Sviluppiano internamente gia’ da tempo, con ambienti diversi da INDE, soluzioni basate su database NOSQL.
Nella fattispecie MongoDB e ultimamente un occhio a Redis.
Sapere che anche INDE va in questa direzione fa solo piacere.
Bravi.

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