La scorsa settimana ho incontrato un amico che sta, lentamente, costruendo la sua casa. Mi raccontava di come sia felice di poter scegliere sin dall’origine tutte le personalizzazioni della propria casa fin nei più piccoli dettagli.
Mentre lo ascoltavo mi è venuta spontanea un’analogia con lo sviluppo di applicazioni software, in particolare delle applicazioni web. Quando sviluppiamo un’applicazione per un nostro cliente dobbiamo definire tutto, dal numero delle videate ai campi che dovranno essere mostrati. Inoltre dobbiamo definire, da subito, tutte le logiche applicative e tutti gli algoritmi che verranno utilizzati dall’applicazione.
Mentre proseguiva nel racconto ripensavo alla mia esperienza di acquisto della casa e, continuando l’analogia, provavo a mettermi nei panni del costruttore (il programmatore che sviluppa applicazioni web per i propri clienti). E immaginavo che, mentre per le case è normale preparare una struttura “vuota” e lasciare che sia il cliente finale ad arredarla, normalmente questo non avviene nell’ambito delle applicazioni web, se non in alcuni casi particolari.
Per esempio nel caso di applicazioni enterprise può essere comodo sviluppare una sorta di struttura portante e demandare lo sviluppo delle singole parti dell’applicazione a gruppi di sviluppo separati. Ogni gruppo sviluppa un modulo che alla fine diviene parte dell’applicazione. Altre volte può essere utile sviluppare solo l’infrastruttura e lasciare che sia il distributore software ad implementare i moduli che poi aggancia all’applicazione durante la fase di personalizzazione. Questo permette al distributore di poter cambiare gli algoritmi utilizzati dall’applicazione ricompilando il modulo, senza necessità di rigenerare tutta l’applicazione da zero.
Questo è quello che sarà possibile fare anche con la versione 9.5 di Instant Developer che uscirà il 25 di ottobre prossimo. Sarà possibile creare veri e propri portali configurabili e permettere agli utenti finali di configurarsi le proprie videate decidendo cosa vedere e come vederlo. Potrete per esempio preparare una lista di “gadget” che l’utente potrà inserire nelle posizioni che ritiene utili, salvare questa configurazione e quando l’utente riapre la videata mostrarla come l’aveva lasciata.
Vi invito a provare questa applicazione di prova che trovate nella nostra Application Gallery. L’applicazione che vedete è “vuota” nel senso che, a design-time, non conteneva nessuna videata a parte quella di gestione del portale stesso. All’applicazione è stato fornito un modulo sotto forma di DLL che l’applicazione analizza dinamicamente ed elenca nel menù a sinistra tutte le videate contenute nella DLL. Provate a tirare le voci del menù di sinistra nei riquadri sulla destra per “aprire” quella videata in quel riquadro. Potete anche spostare le videate già aperte tra i riquadri e chiudere i riquadri che non vi interessano più.
Cosa ne pensate?
P.S. La foto che vedete in alto è quella del nostro ufficio così come ci è stato consegnato all’inizio di marzo
Due hacker hanno preso un aereo-drone scartato dall’esercito, l’hanno equipaggiato di un mini computer ITX, di un po’ di sensori e di una distribuzione Linux Backtrack. E l’hanno fatto volare.
Perché? Ma per farne un dispositivo volante che identifica e geolocalizza le reti wireless non protette, ovvio.
E pensare che ci sono volte in cui mi sento io uno smanettone.
D’estate è più facile trovare tempo per leggere cose interessanti o vedere i filmati segnalati dall’amico di turno e così mi è capitato di riuscire a guardare questo filmato di Velasco, che vi consiglio caldamente, intitolato “la cultura degli alibi”.
Usando le sue parole la cultura degli alibi significa:
“… non accettare alibi nel senso di non accettare il perchè una cosa non si possa fare che non sia per la propria responsabilità, ossia io non accetto da parte di giocatori che mi vengano a dire: questo non posso perchè … e il perchè non c’entra con loro…”
Ripensando a come ogni tanto mi capita di affrontare il lavoro, non posso dire di essere fuori dall’usare “alibi” così come li descrive Velasco e devo anche ammettere che quando è successo in realtà i problemi restavano non risolti e tutto rimaneva come immobile.
Per come l’ho capito io, dire che il motivo deve c’entrare con noi significa essere davvero protagonisti del proprio lavoro e non sottrarsi a qualsiasi ipotesi di soluzione, in altre parole è la condizione per essere davvero responsabili. Non so fare una cosa? Vediamo quali passi posso fare per impararla, o chi mi può aiutare.
Questo non semplicemente per migliorare le dinamiche aziendali, ma perchè se le cose che devo fare non mi riguardano nel bene e nel male, non sarò mai soddisfatto pienamente a prescidere dagli esiti. Infine secondo me le interazioni in ufficio migliorano davvero solo se le persone che ci lavorano sono soddisfatte di loro stesse, il resto non è destinato nè a costruire nè a durare.
Volevo condividere con voi queste riflessioni di fine estate che spero di mantenere ben in mente fin dalla ripartenza. E voi cosa ne pensate? Perchè la tentazione di poter dare la colpa a qualcuno/qualcosa apparentemente è la soluzione più semplice, ma in realtà mi sembra proprio un boomerang…
“Computer, dimmi quali sono i prodotti più venduti di quest’anno”.
I trekkie sognano da decenni di poter usare un computer così: chiedendogli di trovare la risposta senza neanche doverla cercare.
Oggi swingly si propone come answer engine rivoluzionario rispetto ai precedenti Facebook Answers, Quora, Answers.com e Ask.com, additandoli come troppo superficiali. Secondo l’azienda startup nessuno è mai riuscito ad arrivare a tanto: 100 miliardi di coppie domanda-risposta.
Immaginatevi un’interfaccia basata su questo principio, dove sia il computer a capire la domanda umana e non l’uomo a doverla formulare in linguaggio macchina. Natural Language Processing – NLP, il futuro è questo.
Certo non sarà swingly ad arrivarci adesso ma sono sicuro che il futuro ci riserva incredibili sorprese. Per ora, mentre aspettiamo le interfacce del futuro dobbiamo accontentarci della risposta: 42.
La piccola pausa estiva del blog continua con un invito gastronomico. In questi giorni io sono in ferie a Viserbella di Rimini, se avete l’occasione di passare da qui cosa ne dite di fare un salto insieme al Bar Adriatico? Fanno l’aperitivo più buono del mondo Torneremo presto e ritemprati.
Questa domenica è il 15 agosto e voglio usare questo post come pretesto. Il 19 gennaio di quest’anno è iniziata l’avventura del blog e oggi voglio ringraziarvi per la fedeltà nella lettura e per il contributo che avete portato con i vostri commenti. Grazie, e buon Ferragosto! Picture: Herandar
Mi è capitato più volte di raccontarvi del mio lavoro di assistenza tecnica, ma fino ad ora ho sempre parlato dell’approccio alla risoluzione dei problemi senza analizzare la dinamica dell’assistenza. Quando si manifesta un malfunzionamento in un’applicazione installata da un cliente e si ricorre all’assistenza tecnica, trovare la soluzione non è l’unico requisito da rispettare [...]
La corsa degli smartphone continua e Google si porta a casa una bella vittoria: negli ultimi 3 mesi sono stati venduti più dispositivi con Android che iPhone. Android è un sistema opensource e quindi bigG non ha un ricavo diretto dalla vendita dei dispositivi di HTC, LG, Samsung, Motorola, Acer e di tutti gli altri [...]
Qualche giorno fa ho letto in questo articolo che verrà rilasciata una nuova major version di Google Chrome ogni sei settimane! Dopo essere stati abituati ai pluri-annuali cicli di rilascio di Internet Explorer, questa notizia è indice di un cambiamento in atto nel modo con cui i prodotti software vengono concepiti, fino dall’origine. L’origine è [...]
Oggi google reader mi ha proposto un articolo di punto informatico intitolato Facebook: una domanda, 500 milioni di risposte. In pratica il social network ha messo in piedi un servizio beta molto simile a Yahoo Answers, dove è possibile rivolgere una domanda a tutti gli utenti. Non sono un fan sfegatato dei servizi Q&A. In [...]