Annullare le modifiche?

by Andrea Maioli on 19 settembre 2017

Prendo spunto da questo simpatico popup che mi è apparso durante l’uso di un’app di origine cinese collegata ad un gadget comprato via internet per sottolineare l’importanza della traduzione linguistica delle applicazioni internazionali.

Spesso ci si preoccupa del lato tecnico del problema, cercando sistemi che consentano ai programmatori di gestire facilmente la traduzione, ma si tralascia l’aspetto fondamentale: quello della user experience. Infatti quando un utente vede un messaggio non tradotto ha la stessa reazione di quando incontra un bug; quando si trova davanti una traduzione non accurata come minimo rimane confuso (vedi popup).

Ecco perché abbiamo voluto realizzare un modulo specifico di Instant Developer Cloud che consenta di gestire la traduzione delle app in maniera precisa e professionale, ma che sia anche agile e veloce quando, ad esempio, dobbiamo pubblicare una fix e non possiamo aspettare il traduttore professionista. Lo trovate a partire dalla versione 17-009, già disponibile.

Per usarlo, selezionate l’app da tradurre nell’albero degli oggetti e dal menu ingranaggio in basso selezionate la voce Translation Management. Apparirà una lista di stringhe che il sistema estrae automaticamente dalle videate e dal codice che avete implementato.

Per prima cosa dovete decidere quali stringhe devono essere effettivamente tradotte e per farlo potete utilizzare i comandi che appaiono sulla sinistra di ogni riga. Da notare il comando Show in IDE che vi mostra il contesto in cui una determinata stringa è stata usata ed è di vitale importanza per sapere se deve essere tradotta e come.

Dopo aver deciso cosa deve essere tradotto, tramite il pulsante Add language potete aggiungere la lingua o le lingue in cui desiderate tradurre. A questo punto si aprono due strade:

  • Traduzione definitiva: se avete a disposizione un traduttore professionista, il tasto Export vi permette di creare un file XML compatibile con i sistemi CAT più diffusi.
  • Traduzione provvisoria: potete scrivere direttamente nei campi a video o utilizzare i potenti mezzi di Google tramite il tasto Translate che effettua la traduzione automatica di tutta l’app nelle lingue che avete richiesto.

Il sistema tiene traccia di quali stringhe sono state tradotte provvisoriamente rispetto a quelle professionali, quindi avrete sempre un quadro della situazione chiaro.

Quando l’app viene eseguita, il framework attiva automaticamente la lingua in base alle impostazioni del device, quindi non occorre scrivere codice per fare funzionare le traduzioni.

Infine, quando modificate l’app, il sistema tiene traccia di quello che avete già tradotto e vi propone di ritradurre solo le stringhe nuove o modificate, sempre in base al contesto di utilizzo effettivo.

Può sembrare un modulo un po’ articolato, ma oggi le app devono mettere la user experience al primo posto, quindi non si può sottovalutare il problema. E voi che ne pensate? Avete già fatto esperienza nello sviluppo di app multilingui?

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All’inizio dell’anno Andrea aveva detto che la versione 16.5 avrebbe incluso un nuovo sistema di rendering per l’interfaccia utente. È giunto il momento di rivelarvi che si tratta del nuovo tema “Ionic” per applicazioni mobile.

In realtà non si tratta solo di un nuovo tema, ma di un nuovo il sistema di rendering basato su uno dei framework per le applicazioni ibride più diffusi, Ionic appunto.

Questo permette di avere caratteristiche come:

  • Scrolling nativo.
  • Look and Feel che si adatta automaticamente al sistema operativo ospite (iOS e Android).
  • User Experience molto simile a quella delle applicazioni native.

La scelta di creare questo nuovo sistema di rendering è stata fatta per poter ottimizzare al meglio le applicazioni in modo da migliorare la user experience. E se l’interfaccia che avete realizzato ha seguito gli standard passare al nuovo tema dovrebbe richiedere poco più di un cambio di parametro.

A questo punto vi lascio all’applicazione di preview e come sempre mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni in merito. Per chi ha Caravel installata sul proprio device, è possibile provarla inserendo nella casella url l’identificativo progamma.mwindi.

NB: L’applicazione in preview potrebbe contenere delle imprecisioni, nel caso notiate comportamenti inaspettati segnalateli in modo da poterli verificare.

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È settembre inoltrato e la ripartenza dopo le vacanze estive è ormai acqua passata per molti di noi e anche quest’anno sono numerosi i nuovi progetti per i quali è stato adottato Instant Developer: è un ottimo momento per riprendere la formazione ed essere più pronti che mai.

Il calendario dei prossimi corsi in aula virtuale è il seguente:

  • Applicazioni Web e Document Orientation
    18-22 settembre
    23-27 ottobre
    27 novembre – 1 dicembre

  • Report e interfacce dinamiche
    2-6 ottobre
    6-10 novembre
    4-7 dicembre

  • Servizi di sincronizzazione e app mobile
    9-13 ottobre
    20-24 novembre
    11-15 dicembre

Le lezioni si terranno in aula virtuale mediante la piattaforma WebEx di Cisco, generalmente nei giorni lunedì, martedì, mercoledì e venerdì, dalle 9-30 alle 11.30. Prima dell’iscrizione controllate bene le date del corso, perché ci sono un paio di eccezioni.

È possibile iscriversi tramite il nostro help desk.
Per maggiori informazioni potere scrivere a training@instantdeveloper.com.

Vi aspettiamo numerosi in classe!

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DIY: Internet of Things

by Andrea Maioli on 5 settembre 2017

Chi segue i trend del mondo dell’informatica sa bene che uno dei più caldi è quello relativo a sistemi IoT (Internet of Things). Un sistema IoT è in grado di rilevare dati da un insieme di oggetti “intellligenti” connessi al cloud; in alcuni casi essi sono anche controllabili dal cloud.

Ma quali sono questi oggetti intelligenti? Di certo tutti gli elettrodomestici lo diventeranno nei prossimi anni, ma già oggi ce ne sono tanti, come orologi intelligenti, lampadine intelligenti, valvole termostatiche intelligenti e così via.

Un oggetto già disponibile e di facile reperibilità è AWS IoT Button, che ad un costo basso permette di sperimentare questa nuova tecnologia e magari di farsi venire in mente idee innovative.

Dopo aver acquistato un AWS Button è possibile configurarlo in modo che si connetta ad una rete wi-fi per inviare un messaggio al cloud AWS ogni volta che viene premuto. Vengono riconosciuti tre tipi di eventi: click singolo, doppio e trattenuto.

La parte più complessa consiste nel creare uno script dentro AWS che riconosce il vostro Button ed esegue del codice nel cloud. Fortunatamente esiste un template in grado di mandare una mail. Io l’ho modificato in modo da eseguire una chiamata ad una WebAPI REST implementata in un’app sviluppata con Instant Developer Cloud.

A questo punto non resta che utilizzare le caratteristiche push di Instant Developer Cloud per ottenere un aggiornamento in tempo reale degli eventi raccolti dai nostri pulsanti intelligenti. Nel video che segue potete vedere il risultato dell’esperimento.

Simpatico vero? Occorre solo trovare l’idea giusta e il gioco è fatto. Vi è già venuto in mente come utilizzarlo?

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